Molti italiani detengono liquidità, che mantengono sui conti correnti o sui conti deposito non sapendo dove investirli: i titoli di Stato e le obbligazioni ormai rendono poco, le azioni salgono e scendono e i prodotti più complessi non piacciono. Che fare allora? Una risposta viene dagli Etf sulla liquidità, prodotti che ottennero un certo successo in passato, ma che oggi non raccolgono più l’interesse di tanti piccoli e medi investitori. Eppure un vantaggio l’hanno: consentono di “nascondere” la liquidità rispetto al rischio estremo di prelievi forzati dai c/c, che qualcuno ritiene assolutamente improbabili, ma che altri sospettano possibili in un Paese – come l’Italia – dove si sta facendo di tutto per drenare risorse dai risparmi privati. Sono meno validi invece per  parcheggiare capitali resi disponibili in attesa di altri investimenti o nel timore di “tempeste” finanziarie. Di fatto il loro rendimento è vicino allo zero. Chi li sceglie deve dunque saperlo e – se lo fa – è perché non vuole detenere liquidità sul proprio conto corrente oltre un certo importo.

IN EURO SONO PIU’ SICURI

A Piazza Affari sono disponibili vari Etf di questo tipo, ma solo alcuni si riferiscono all’euro, scelta assolutamente da preferire se le motivazioni di acquisto sono quelle appena esposte. Puntare infatti su altre valute – sebbene solide – comporta il rischio cambio, difficile da gestire, tanto più con prodotti riferiti appunto alla liquidità, i cui rendimenti sono modestissimi.

LE CARATTERISTICHE DEGLI STRUMENTI PIU’ DIFFUSI

L’Amundi Cash 3 Months ha come riferimento l’indice EuroMts Government Bill, composto da titoli di stato a breve scadenza senza cedole (zero coupon) emessi da sette Paesi appartenenti all’area euro (Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna). In particolare sono inseriti nell’indice i bond che hanno una scadenza residua inferiore ai 6 mesi. Le performance sono modestissime (+0,01% nell’ultimo mese), ma chi lo acquisto non punta a nient’altro che a parcheggiare liquidità. Ha un discreto livello di scambi.

Stessa prestazione per l’Amundi Eonia, relativo a un indice che rappresenta l’evoluzione di un importo nominale (base 100 al 4 gennaio 1999), che si rivaluta giornalmente in base al tasso Eonia (European Overnight Index Average), calcolato dalla Banca Centrale Europea e diffuso dalla Federazione Bancaria Europea. Tale tasso rappresenta la media ponderata dei tassi effettivamente trattati sul mercato monetario interbancario dell’euro. Non risente di eventuali movimenti dei tassi d’interesse primari, perché rappresenta un investimento a brevissimo termine, cosiddetto overnight. Non è detto che questo Etf scambi sempre; pertanto può capitare di avere solo un prezzo di riferimento.

IL DB X-Trackers II Eonia è pure a rendimento quasi zero (+0.01% in un mese) e replica un deposito al quale viene applicato il tasso sempre Eonia. In certe sedute ha una discreta liquidità, con scambi abbastanza sostenuti.

Il Lyxor EuroCash ha le stesse caratteristiche di quelli riferiti all’Eonia, con scambi abbastanza regolari e di un certo rilievo, il che è dovuto al suo utilizzo anche da parte di operatori professionali. Le variazioni di prezzo quotidiane sono di centesimi di euro.

COMPRARLI O NO?

Tutto dipende dall’obiettivo che ci si pone. Se si tratta di un parcheggio puro, senza rendimento, ma con protezione da rischi estremi – quali quelli prima esposti – gli Etf sulle liquidità svolgono un ruolo ideale. Se si cerca invece una redditività anche minima, nell’attuale fase dei mercati la soluzione alternativa di scegliere un conto deposito bancario remunerato (possibilmente senza scadenza) è di gran lunga preferibile.

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