Il termine è molto diffuso quando si ha a che fare con l’acquisto o la vendita di un ETF: è quello di Nav. Sta per “Net asset value”. Si può definire in vari modi, ma in concreto è il valore netto patrimoniale. Più precisamente si tratta dell’insieme dei titoli e della liquidità (derivante dall’accumulo dei dividendi) detenuti nel portafoglio. Il Net significa che è al netto delle commissioni di gestione e delle spese varie. Il Nav non è il prezzo di Borsa in tempo reale dell’ETF, ma viene calcolato alla chiusura del mercato. C’è quindi uno scostamento fra Nav e quotazione, che varia in funzione di diversi fattori. Confrontando i due dati ci si può rendere conto se si sta operando nel migliore dei modi:

se si compra un ETF è consigliabile che il prezzo sia inferiore al Nav; in questo caso lo si paga meno di quanto vale;

se si vende un ETF è preferibile che il prezzo sia superiore al Nav.

Può sembrare teoria, ma non lo è. Fino a poco tempo fa il Nav serviva anche come riferimento fiscale, il che ingenerava talvolta inefficienze che potevano costare caro in termini di maggiori imposte da versare. Oggi invece ha un puro ruolo finanziario ed è utile per migliorare la redditività dell’investimento; pochi investitori però verificano i due dati, come sarebbe giusto fare. Il valore del Nav è infatti disponibile per ogni ETF, accedendo alla relativa pagina pubblicata sul sito di Borsa Italiana. Conoscerlo e confrontarlo con i prezzi trattati è decisivo per incrementare i profitti conseguibili.

I DIVIDENDI SONO IMPORTANTI: ANCORA DI PIU’ SE SI SCEGLIE BENE

Negli ultimi anni si sono diffusi gli ETF riferiti ad azioni ad alto dividendo (sia a distribuzione sia ad accumulo), ma non tutti gli investitori sanno che esiste una categoria di tali prodotti finanziari migliore come rendimento. Si tratta della cosiddetta “select dividend”, che si basa sugli omonimi indici, riferiti ad azioni non tanto a elevato dividendo quanto capaci di garantire continuità e sostenibilità della distribuzione di utili nel lungo periodo. Oggi non conta costruire una strategia basata su titoli che – per situazioni particolari – ripartiscono alti profitti in uno specifico periodo, quanto su quelli capaci di garantire un’elevata redditività nel corso degli anni, perché riferiti ad aziende con business robusti e in crescita.

LE COMMISSIONI INCIDONO. MA POCHI SCELGONO IN BASE AL “TER”

Un altro decisivo aspetto per individuare ETF che garantiscano una migliore redditività consiste nello scegliere quelli con basse commissioni, identificate dal valore del cosiddetto TER (Total Expense Ratio, il totale di costi e spese). In realtà quest’ultimo è solo una parte dell’insieme, importante ma non unica. Ci sono poi i costi cosiddetti indiretti: negli ETF a replica fisica, ovvero con sottostanti titoli, riguardano la voce dovuta al ribilanciamento dell’indice, mentre in quelli a replica sintetica – cioè basati su uno swap – il ribilanciamento è gestito da un operatore specializzato, con gli oneri che ne conseguono. Un’altra voce è rappresentata dai costi operativi, compensati in parte dal cosiddetto prestito titoli. Non vogliamo entrate in tecnicismi esasperati, ma la gestione di un ETF non può in ogni caso essere analizzata solo in base al TER, che è un aspetto di un insieme più ampio. Utilizzare il TER come punto di partenza è comunque un riferimento da tenere presente.

IMPORTANTE: FARE SEMPRE ATTENZIONE ALLE VALUTE

Un ultimo aspetto riguarda la valuta in cui è espresso un ETF. Quella dell’indice di riferimento non ha effetti sulle performance conseguite dall’investitore, essendo utile ai soli fini contabili. Ciò che interessa è la valuta di negoziazione, che è l’euro, sebbene il prezzo dipenda da due componenti: l’indice e il cambio rispetto alla valuta di denominazione, se diversa rispetto al primo. Solo con gli ETF con copertura del cambio (in gergo “hedgiati”) le variazioni della valuta di denominazione non comportano impatti sul prezzo di mercato, legato al puro andamento del sottostante (2 – fine).

Leggi la prima parte dell’articolo: Guida ETF: comprare un Etf è facile, comprarlo bene meno. Come scegliere prezzo e momento giusti

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