Come risparmiare e come spendere: i nostri consigli quotidiani. 

Purtroppo il problema si propaga: si acquista un’auto, un mobile o un elettrodomestico, si versa una caparra e poi il venditore fallisce prima di consegnare la merce. Che fare in questi casi? Ecco sinteticamente una serie di consigli per evitare il rischio oppure – se e quando ci si è cascati – per uscirne nel migliore dei modi possibili.

1 - Prevenire è meglio che curare: quindi è raccomandabile – visti i tempi – acquistare solo quanto già disponibile nel negozio, nella concessionaria o nel grande centro commerciale. Ciò comporta di evitare la prenotazione di merci ancora da produrre se non si conosce la controparte con cui si ha a che fare, soprattutto nel caso di società cosiddette “di persone”.

2 - Se si accerta la non disponibilità della merce richiesta, tutti gli anticipi devono essere accompagnati da un documento che li certifica. Non il classico foglietto scritto a mano, magari solo con un timbro, ma un vero contratto fra le parti che specifichi, su carta intestata, tipologia dell’oggetto, consistenza di quanto versato, tempi previsti per la consegna e soprattutto nome e codice fiscale dell’acquirente.

3 - Attenzione alla terminologia utilizzata: spesso si utilizza la parola “acconto” per il denaro versato. Molto meglio “caparra”, grazie alla quale le parti sono garantite che, se l’acquisto non andasse a buon fine, quella danneggiata riceverebbe indietro l’importo sborsato. L’acconto garantisce invece solo uno dei due contraenti, solitamente il venditore.

4 - Al momento della consegna di quanto acquistato occorre pretendere l’immediata disponibilità della relativa fattura, nella quale siano indicati i versamenti a titolo di caparra, per evitare di restare formalmente scoperti rispetto alla cifra depositata inizialmente. E’ opportuno conservare ogni documento della transazione, pur in presenza della definitiva fattura.

5 -  Ciascun pagamento va effettuato con assegni o carte di credito. Spesso chi vende pretende il contante. Si può utilizzare solo per piccole cifre e comunque per importi di acquisto entro i limiti ammessi (massimo 1000 euro). Meglio invece avere una traccia – verificabile attraverso la propria banca – di quanto versato. A questo scopo conviene che, nel documento di prenotazione, sia indicato il numero dell’assegno o dell’accredito con carta di credito. Quasi sempre chi vende non lo vuole fare, ma si tratta di una precauzione utile.

6 - Capita che certi commercianti in difficoltà richiedano (per esempio per l’acquisto di un’auto) successivi versamenti di denaro, prima della consegna, giustificandoli con esigenze del produttore. Mai accettare tali pretese. Quanto concordato all’inizio non va modificato.

7 –  Se la situazione volge al peggio e la controparte fallisce, non resta al cliente che iscriversi nella lista dei creditori, per cercare di ottenere il risarcimento di quanto pagato. In altre parole è necessario fare la domanda di insinuazione al passivo. E’ inevitabile – in tal caso – ricorrere a un legale o un’associazione dei consumatori, soprattutto in presenza di grossi fallimenti, anche se il danno subito è modesto. I tempi possono essere stretti e vanno rispettati con attenzione.

8 - La situazione meno vantaggiosa si riferisce a chi è ricorso a una società terza per ottenere un finanziamento relativo all’acquisto. Nel caso di alcuni mobilieri si sono più volte registrati avvii dei pagamenti prima della consegna della merce, per motivi vari. Il fornitore nel frattempo fallisce: che succede? Si tratta di una vicenda parallela, ma l’esperienza dimostra che di solito, di fronte a un inadempimento grave da parte del fornitore, la finanziaria autorizza a sospendere il pagamento delle rate, avviando le pratiche per la restituzione di quelle già pagate e cancellando eventuali segnalazioni negative sui sistemi di informazione creditizia. I tempi possono essere anche lunghi. Meglio evitare quindi il mancato parallelismo fra consegna della merce e accensione del prestito. E’ una fase delicata, in cui un errore può essere fatale.

9 – Tutto quello che avviene successivamente non dipende più dal compratore gabbato. Una volta espletate tutte le procedure di accertamento del passivo, si provvede, secondo le norme previste dalla legge fallimentare, alla ripartizione dell’attivo che consiste nella distribuzione delle somme ricavate dalle vendite e da quelle altrimenti pervenute al fallimento. Alla ripartizione dell’attivo possono partecipare solo i creditori ammessi al passivo. La legge è chiara!

10 - Torniamo al punto uno: prevenire è meglio che curare. Ricordatevelo quando acquistate!

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