Le infrastrutture, e in particolare quelle relative al settore delle energie rinnovabili (nella foto un impianto a pannelli solari), rappresentano uno dei temi di investimento dei prossimi anni. Gentemoney.it ha incontrato Simone Borla, managing partner di Quercus Investment Partners, gruppo al quale fa capo anche Quercus Assets Selection, società specializzata in investimenti in questo ambito, per chiedergli quali possono essere le opportunità per i risparmiatori e  quali gli strumenti per riuscire a coglierle.

Perché investire nelle infrastrutture di energie rinnovabili? E con quali orizzonti temporali di investimento?

L’investimento in infrastrutture si caratterizza per la generazione di flussi di cassa stabili e prevedibili trattandosi di beni reali che generano ricavi dalla vendita di beni o servizi, e quindi non dipendenti dalle fluttuazioni dei mercati finanziari. Le infrastrutture sulle energie rinnovabili offrono un esempio ideale, visto l’ulteriore stabilità e prevedibilità dei loro flussi di cassa. Innanzitutto, la fonte di reddito è  la vendita dell’energia, la quale nei vari Paesi è assicurata da contratti di lungo termine con società elettriche locali che si impegnano al ritiro a un determinato prezzo (in Italia esiste un acquirente unico). L’investimento è quindi caratterizzato da un orizzonte temporale di medio-lungo periodo.Un ulteriore punto di forza è la protezione dall’inflazione. Il prezzo dell’energia elettrica, infatti, costituisce un parametro fondamentale nel determinare l’inflazione: di conseguenza i due valori sono strettamente correlati, con il risultato di una naturale forma di copertura.

In un portafoglio di investimenti globale, quale quota consigliereste di attribuire alle infrastrutture di energie rinnovabili?

Negli ultimi anni  la percentuale globale di investimenti in infrastrutture è notevolmente cresciuta, proprio per le caratteristiche che abbiamo descritto. Globalmente negli ultimi 16 anni i fondi pensione hanno progressivamente ridotto il peso relativo di azioni, obbligazioni e strumenti monetari a favore di tipologie di investimento alternative, la cui incidenza è passata dal 5% nel 1995 al 20% nel 2011 (Tower Watson,  Global Pension Assets Study 2012). In Europa (UK escluso) l’1,4% del capitale complessivo di tutti i fondi pensione è investito in infrastrutture. Per quei fondi pensione che hanno investito nel settore, la media è stata del 5,5% del portafoglio (Preqin 2012).

Gli investimenti infrastrutturali in energie rinnovabili hanno caratteristiche che si addicono moltissimo alle necessità degli investitori istituzionali, come ad esempio la velocita di costruzione (a differenza di un autostrada, per esempio), stabilità flussi di cassa e così via. Per queste ragioni l’aumento di investimenti istituzionali è stato particolarmente significativo negli ultimi anni.  In ogni caso, ed in particolare per gli investitori privati, direi che bisogna sempre costruire il portafoglio seguendo una buona ed equilibrata diversificazione, che permette di ridurre il rischio dei singoli investimenti, tenendo anche sotto controllo la correlazione tra gli stessi. Vorrei sottolineare ancora che le soluzioni di investimento che noi offriamo (comunque rivolte agli investitori istituzionali) non sono legate dall’andamento dei mercati azionari e generano flussi di cassa stabili e prevedibili nel tempo.

Quali gli strumenti consigliati per il grande pubblico interessato a questo tipo di investimento?

Gli investitori privati possono accedere a questi strumenti o tramite investimento diretto in quote degli impianti stessi, oppure tramite gestioni patrimoniali che investono in queste tipologie di strumenti. I fondi di Quercus sono ad oggi autorizzati alla commercializzazione agli investitori istituzionali. Stiamo però valutando anche future soluzioni di investimento che potrebbero rendere possibile l’offerta di questo investimento anche ad una clientela di investitori individuali privati.

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