Negli ultimi giorni sono circolate di nuovo voci allarmanti sull’euro. Che – fatto anacronistico – sta girando ai massimi rispetto a quasi tutte le altre valute del mondo. In realtà la moneta europea varrebbe meno di quanto dicano i rapporti di cambio. Una conferma che se la passa bene solo perché sono le altre Banche centrali a deprimere le proprie valute è venuta oggi dalla Svizzera. In una sua nota la BNS (Banca Nazionale Svizzera) ha annunciato che il tetto minino di conversione del franco sull’euro resterà fissato a 1,20. A qualunque costo. Se la pressione si muovesse al ribasso, BNS sarebbe pronta a intervenire con massicci acquisti di euro e anche con altri sostegni. Quali possano essere non l’ha detto, anche perché i tassi sul Libor CH sono quasi a zero.

TIMORI PER L’EURO-ECONOMIA

Un ribasso dell’euro sotto 1,20 metterebbe a rischio il Pil elvetico, che vive grazie anche alle esportazioni nei Paesi confinanti dell’Unione. Un intervento così preciso della BNS potrebbe lasciar intendere che le prospettive per l’euro meritano meno fiducia di quanto si crede. E proprio il rapporto con la valuta nobile per eccellenza, il franco, è il termometro che qualcosa non va dietro le apparenze di forza sugli altri fronti. Attualmente il cambio si muove sull’1,22, ma nelle scorse settimane più volte è sceso anche a 1,21, mentre a maggio del 2013 era salito a quasi 1,26. Ipotizzare che il ritorno ai minimi per l’euro sia dovuto alla potenza della divisa svizzera è un’interpretazione solo in parte condivisibile. Dipende invece dalla crisi economica e politica dell’area europea. La quale è molto più debilitante di quanto non si pensi. Eppure l’euro passa per moneta robusta. Presto ci accorgeremo che la realtà è diversa.

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