La scadenza era stata stabilita da tempo: 1° dicembre, ieri. Era questa la data prevista per l’esordio dei fondi di investimenti in Borsa Italiana. E in effetti si è potuto leggere sul sito della Borsa questo comunicato: “ I fondi aperti debuttano a Piazza Affari. L’apertura del nuovo segmento di ETFplus dedicato a tali strumenti finanziari è avvenuta il primo dicembre 2014 e allarga l’offerta dei servizi di Borsa Italiana ai fondi open-end con specifiche modalità. Le società di gestione del risparmio (sgr) che gestiscono fondi aperti conformi ai dettami di Borsa potranno dunque richiedere l’ammissione alle negoziazioni nel nuovo mercato”. Tutto chiaro? Mica tanto!

PER IL VIA AGLI SCAMBI BISOGNERA’ ANCORA ASPETTARE

La data di ieri  primo dicembre si riferisce all’avvio della richiesta di ammissione e non quindi a quella di esecuzione degli scambi. Per i quali occorrerà aspettare un po’ di tempo. Si parla di inizio 2015. C’è tuttavia incertezza su quali prodotti le società di gestione proporranno attraverso tale canale, alternativo a quelli tradizionali delle reti dei promotori e delle filiali di banca. Si pensa infatti a una soluzione diversa di prodotti forse meno sofisticati, per evitare proprio una sovrapposizione di aree commerciali.

VERSO UNA MAGGIORE TRASPARENZA DEL SISTEMA DISTRIBUTIVO

Va ammesso con risoluzione: il sistema di vendita dei fondi ai clienti finali si è finora concretizzato con una certa opacità di commissioni e di tipologie di prodotti. Quasi mai l’investitore sa cosa ha realmente acquistato e cosa avrebbe potuto acquistare in alternativa, nonché a chi ha versato realmente i costi imposti. Certamente alcune piattaforme di trading hanno cominciato a mettere ordine in questo settore. A loro va il merito di aver completamente abolito commissioni di sottoscrizione, switch e rimborso e di avere diffuso la possibilità di costruire piani di accumulo, spesso decisivi per migliorare il ritorno degli investimenti. Ora però con l’entrata in scena di Borsa Italiana c’è da augurarsi che si realizzi un ulteriore passo in avanti nella direzione di una totale trasparenza, di cui potrà godere pure il mondo degli emittenti.

MECCANISMO COMPLESSO, MA E’ OPPORTUNO CHE SIA COSI’

Borsa Italiana spiega in questo modo l’articolato sistema che coordinerà l’acquisto di fondi da parte del cliente privato: “Il mercato sarà basato su una singola fase d’asta che si svolgerà tra le 8:00 e le 11.00 del mattino. Il lotto minimo per i vari ordini (per esempio 1, 100 oppure 1.000 quote minime contrattabili in ogni operazione) sarà calibrato sulle esigenze e caratteristiche dei singoli emittenti. I contratti sono standardizzati ed è prevista la presenza attiva di un “operatore incaricato”, che garantirà le transazioni sul mercato facendo in modo che siano eseguiti gli ordini di vendita e acquisto (e coprendone dunque gli eventuali sbilanciamenti).

La liquidità del mercato è dunque garantita. L’intervento dell’“operatore incaricato” è previsto negli ultimi cinque minuti (dalle 10:55 alle 11:00 del mattino) dell’asta di pre-apertura. Successivamente avviene la validazione e la conclusione dei contratti. Entro le 17:00 del giorno successivo gli emittenti dei fondi quotati aperti hanno l’obbligo di inviare a Borsa Italiana il Nav della seduta, fissando in questa maniera il prezzo dei contratti conclusi in giornata”. Un meccanismo lungo, che forse qualcuno potrà considerare tortuoso, ma che invece ha non pochi vantaggi. Chi comprerà o venderà riceverà immediatamente una conferma dell’eseguito, ma non saprà a quale prezzo. Per quest’ultimo occorrerà attendere il giorno dopo, con la sicurezza tuttavia di aver bloccato il Nav, che porta al valore unitario della quota, evitando le incertezze di chi opera con gli altri canali, mediante i quali non sempre si ha la garanzia di aver comprato o venduto al valore del giorno di imputazione dell’ordine. Un passo avanti quindi vistoso, ma i benefici sono anche altri. Ne scriveremo in successivi articoli.

photo credit: Ciccio Pizzettaro via photopin cc