In una giornata i Borse improntata  al pessimismo uno dei pochi segni positivi ha riguardato l’oro. Dall’inizio dell’anno, sebbene con qualche fase alterna, il metallo prezioso per eccellenza è salito da 1190 a 1267 dollari l’oncia. Un rimbalzino, ma poco più. Eppure da qualche giorno sui mercati si registrano messaggi positivi sull’oro. Vale allora la pena valutare il quadro grafico, utilizzando uno degli strumenti più semplici, ma pur sempre validi, quello delle medie mobili. Per chi non sia un conoscitore della materia precisiamo che la media mobile è una curva che segue la linea dei prezzi, ponendosene al di sotto in caso di trend al rialzo o al di sopra in caso di trend al ribasso. Il momento in cui la media “taglia” i prezzi solitamente indica la fase di cambiamento del trend per l’orizzonte temporale che si è prescelto. Quella solitamente preferita, come punto di riferimento di un trend rialzista o ribassista di lungo termine, è basata sulle 200 sedute.

TUTTORA SOTTO, MA IN AVVICINAMENTO

Ebbene: per l’oro la media mobile 200 continua a dare dall’inizio del 2013 il segnale di vendita. E’ stata inesorabile per tutto l’anno, ma ora in effetti si verifica un lento avvicinamento alla curva dei prezzi, espressi in dollari per oncia. Già due volte nel corso del 2013 si è registrato un accostamento su fasi di rialzo, che non hanno però poi portato al superamento da parte della curva delle quotazioni, con successivi ulteriori indebolimenti. Al momento attuale quindi – per chi voglia operare in sicurezza e con obiettivi di lungo periodo – l’oro è ancora sul “sell” (cioè vendere), ma l’evoluzione è in corso. La seguiremo passo per passo.

SULL’ARGENTO LA SITUAZIONE E’ SIMILE

L’argento registra un trend più negativo ormai da tempo e la sua caduta su minimi rilevanti fa sì che la vicinanza della media mobile a 200 sedute rispetto alla curva dei prezzi sia un poco meno pronunciata di quanto avviene con l’oro. Per l’argento il trend è però rialzista (ma non troppo) con una fase di rialzi e ribassi compresi in una fascia ristretta di prezzi. Anche in questo caso quindi per ora non c’è alcun segnale di acquisto per chi voglia collocarsi su lunghi periodi, con la sicurezza di trend ben definiti.

IL PALLADIO DICE SI’

Il palladio potrebbe essere un protagonista delle materie prime nel 2014. E i segnali grafici confermano una situazione di forza, sebbene con un’elevata volatilità dei prezzi. In questo caso utilizziamo come riferimento il future a scadenza più vicina. Da fine dicembre si è avviato un consistente rimbalzo delle quotazioni e la media mobile a 200 sedute è stata perforata al rialzo il 6 gennaio. Nelle ultime sedute si è registrata un po’ di debolezza (oggi a 726 $), ma la media mobile corta a 20 sedute ha incontrato quella lunga a 200 fornendo un segnale positivo in più. Ora si avvicina una resistenza a 764 $, che potrebbe comportare un freno – almeno per qualche tempo – al suo superamento.

IL PLATINO HA MOLTI PIU’ MARGINI DI CRESCITA

Rispetto al palladio parte da più indietro. Le quotazioni del platino sono ancora abbastanza vicine ai minimi delle ultime 1000 sedute e la media mobile a 200 ha da pochi giorni intersecato la curva dei prezzi. I margini di crescita sono buoni e potrebbero restarlo ancora per un lungo periodo. Anche in questo caso si fa riferimento alle quotazioni del future più vicino come scadenza; oggi si è registrato un calo a 1425 $, il che ha riportato la quotazione sotto la media a 200. Un segnale di debolezza in un trend positivo. Le prossime sedute saranno decisive per valutare se il platino continuerà a crescere, come molti motivi fanno credere.