Il mercato borsistico cinese è stato la vera delusione degli ultimi mesi. E gli Etf con tale sottostante ne hanno pesantemente risentito. Oggi però qualcosa si è mosso. Il listino CSI 300 Shanghai Shenzhen – arrivato su un supporto fortissimo – ha reagito, chiudendo l’ultima seduta con un +2,6% (a 2.244 punti). E’ presto per dire se si tratta di un’inversione di tendenza. Spesso si registra un contraccolpo positivo quando un indice scende su un livello di appoggio importante. Non si può tuttavia escludere che nei giorni successivi quello zoccolo non resti tale e sia rotto al ribasso. Certo è che, se ciò succedesse, si registrerebbe un successivo forte calo, poiché il supporto testato regge da ben cinque anni ed è di fatto “figlio” della crisi del 2009.

LA BANCA CENTRALE CINESE POMPA LIQUIDITA’

La reazione dell’ultima seduta può essere anche la conseguenza della strategia di immissione di liquidità sul mercato da parte della Banca Centrale di Pechino, preoccupata per le tensioni registrate da inizio anno in poi sull’interbancario. La Fed statunitense quindi insegna! C’è però il rischio che parte di tali capitali finisca nel “maledetto” sistema della finanza parallela e fuori controllo, conosciuta come “shadow banking”, cioè l’apparato bancario collaterale, spesso governato da poteri occulti, al servizio in parte della mafia cinese.

VALE LA PENA ENTRARE?

Nell’articolato panorama di Etf che replicano la Cina uno solo (come abbiamo analizzato in un approfondimento del 7 novembre scorso da Gentemoney.it), il DB X-Trackers CSI 300, ha come sottostante le due principali Borse cinesi, ovvero Shanghai e Shenzhen, con l’indice di riferimento espresso in renminbi; mentre gli altri si riferiscono a Hong Kong (valuta dollaro HK), dove pur sono quotate molte società della madrepatria cinese, con in aggiunta realtà locali. L’effetto spinta si è visto (+3,2% a 5,32 euro), un buon segnale di risveglio, dopo un lungo periodo negativo (performance sui 12 mesi -18,4%).

Anche l’Etf di DB, come l’indice, è ai minimi storici dall’inizio della sua quotazione a Piazza Affari e deve ora fornire ulteriori conferme di forza per diventare realmente attrattivo. La sua liquidità è discreta, anche se da luglio dell’anno scorso ha sofferto in termini di contratti scambiati sul mercato ufficiale. E’ però l’unico strumento utile per operare realmente sulla Borsa cinese, un Etf di cui occorre monitore i movimenti, perché il suo sottostante è ormai il termometro dello stato di salute della seconda potenza economica al mondo.

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