Sarà la commodity dell’anno? Lo zinco resta in una fascia di tensione dei prezzi, dopo il superamento della quota dei 2.000 dollari la tonnellata nei giorni precedenti Natale 2013. E oggi sono giunte nuove conferme, con un’improvvisa accelerazione al rialzo. La riprova di una situazione di forza si è registrata proprio nelle ultime giornate. Le previsioni dicevano che questa materia prima avrebbe potuto risentire di una scelta di alcuni fondi di alleggerire le posizioni sui metalli a cavallo del passaggio di anno. Ciò non è avvenuto e per i contratti cosiddetti “cash buyer” (cioè in contati da parte degli acquirenti) si è verificata un’accelerazione anche oltre i 2100 dollari, testimonianza di una posizione di forza che prosegue.

QUALI ETC PER PUNTARE AL RIALZO

Iniziamo dallo strumento base, cioè il future. Quello riferito a gennaio 2014 ha accelerato nelle ultime ore, ma quanto più interessa gli investitori italiani sono gli Etc quotati a Piazza Affari. L’Etfs Zinc (Isin GB00B15KY872), a replica lineare, ha rimbalzato da inizio dicembre e si è spostato sul livello dei 4,87 euro, proprio a ridosso di una resistenza (4,88 euro) già testata nei giorni scorsi, sebbene quella più forte sia collocata esattamente sul livello dei 5 euro. Si tratta di un Etc ad alta volatilità, che potrebbe finalmente uscire da un trend ribassista di lungo termine quando sarà definitivamente superato il livello appunto dei 5 euro. Logicamente più deciso il trend dell’Etfs daily Leveraged Zinc (Isin JE00B2NFTY25), a leva 2, oggi tornato sui 5,25 euro, test superato il quale si aprirebbero prospettive di un ulteriore progresso e forse anche consistente.

INVESTIRE O NO? 

Alcuni analisti ritengono che lo zinco possa raggiungere i 2200 $ la tonnellata, ma nel medio-lungo termine le prospettive appaiono ancor più rosee per gli investitori, a causa di un deficit estrattivo, dovuto a varie ragioni. Che potrebbe manifestarsi nel 2015, secondo alcuni, o nel 2016, secondo altri. Certo è che la Cina, per esempio, sta cercando di calmierare la produzione, nel timore di un avvio di riduzione delle riserve da estrarre. I grafici dei prezzi dimostrano che i margini di crescita sono rilevanti. Se l’economia mondiale subisse una pressione al rialzo e le scorte di zinco si riducessero si potrebbe rischiare una situazione di forte tensione sui mercati. Per ora il condizionale è d’obbligo, ma fra qualche tempo potrebbe non esserlo più. Ecco una materia prima da monitorare con attenzione.

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