Oggi Wall Street ha trovato la direzione. Quella del ribasso. Piuttosto netto, con i tre maggiori indici in calo nella mattina americana di quasi un punto in percentuale. In realtà i motivi che hanno spinto alla mini caduta non sono per nulla rilevanti: c’è davvero voglia di discesa e ogni motivo è buono per far prevalere le vendite. L’Europa non è stata da meno, con i maggiori listini in rosso. Sul Dax tedesco (-0,92%) si è vista Allianz in forti difficoltà (-2,7%), ma il problema ha interessato anche altri gruppi assicurativi, in seguito alla raccomandazione di DZ Bank di ridurre le posizioni dal settore. Chi conosce il mercato borsistico tedesco sa che Allianz è un indicatore di trend: il ribasso non è un buon segnale e potrebbe ampliare le ripercussioni ad altri comparti. Eccetto qualche frazionale incremento l’unico titolo in positivo è stato Commerzbank, un po’ a sorpresa, dopo l’elevata volatilità degli ultimi giorni. In chiusura si è visto anche un rimbalzino di E.On e Rwe.

MILANO SEGUE E RESTA SOTTO I 20.000

La partenza era stata positiva e la mattina ancor più. Poi Wall Street ha trascinato all’ingiù anche Milano, con il Ftse Mib in chiusura a 19.814 punti, un “limbo” in cui si aspetta di capire cosa faranno i grandi listini. Se il titolo Yoox ha perso il 2,67% (a 28,45 euro), accentuando la fase di debolezza in atto di alcune sedute, colpisce di più il calo di Unicredit (-2,56% a 5,72 euro), con la risparmio che scende del 3,4%. Fra i rialzi Fiat primeggia (+2,63%), in attesa dei dati di bilancio approvati il 29 gennaio e che potrebbero mostrare un netto miglioramento per l’ultimo trimestre del 2013 (nella foto il presidente della Fiat John Elkann con Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario Internazionale).  Bene anche Tenaris sull’onda di giudizi positivi degli analisti.

IN SPAGNA SEMPRE E SOLTANTO BANCHE, MA DRAGHI SCUOTE L’ALBERO

Nelle scorse settimane il mercato aveva guardato con sorpresa alla galoppata delle banche spagnole. Qualcuno si era espresso in maniera preoccupata in relazione a un rally che appariva poco motivato. Ma aveva torto. Oggi è stato il settore del credito a dominare la scena con Banco Sabadell (+6,1%), Bankia (+3,3%) e Caixabank (+2,5%). Madrid appare ancora proiettata a salire, così come lo faceva Milano nelle scorse sedute, quando andava in controtendenza rispetto a un’Europa già fiacca. L’area mediterranea sembra volersi vendicare delle umiliazioni degli ultimi due anni, sebbene proprio dagli istituti di quest’area potrebbero giungere cattive notizie a medio termine. La dichiarazione di Mario Draghi (BCE) che “nel caso dovesse emergere qualche debolezza nel settore, la metteremo in luce e prenderemo le appropriate contromisure” non è sembrata benevola, soprattutto quando ha aggiunto che “ le banche europee deboli dovrebbero uscire dal mercato e stiamo prendendo la cosa molto seriamente”. Il messaggio è netto, ma finora non sembra che gli investitori se ne siano resi conto.

photo credit: François à L’Imprévu via photopin cc