Davvero una brutta giornata, in cui le voci hanno cominciato a correre insistenti su rischi di tempeste finanziarie alimentate dalla crisi degli emergenti e dalla necessità di intervenire contro la deflazione in Europa. Uno dei fattori acceleranti ha riguardato però la pubblicazione del dato sull’Ism manifatturiero negli Usa, report che serve a valutare lo stato di salute del settore: è sceso a gennaio a 51,3 punti, più delle attese. E allora ci si domanda: se perfino in America ci sono dubbi sulla ripresa, se la Cina rallenta e l’Unione Europea non dà segnali di rilancio, che si fa? Le Borse – già nervosissime nei giorni scorsi – amplificano questo umore negativo e cadono pesantemente. Si parlava di correzione, inevitabile e auspicabile, dopo gli eccessi di fine 2013. E se fosse qualcosa di peggio? Un altro fattore di crisi si è poi aggiunto nel pomeriggio e di nuovo riferito agli States: si riparla di tetto del debito pubblico ormai raggiunto e di possibile default. In altre parole benzina sul fuoco!

IL TONFO DI PIAZZA AFFARI (-2,63%)

Era da tempo che non si vedeva una seduta così pesante. Il Ftse Mib torna sotto i 19.000 punti, chiudendo a 18.907 punti, il che psicologicamente è sconveniente. Ma il peggio è stato l’accelerazione della discesa, con l’indice passato in poco tempo dal -2% al -2,63% di chiusura. Si è salvata solo l’inossidabile Snam (+0,25%), come spesso succede durante le tempeste ribassiste. Male banche e in particolare le popolari, male il lusso e male i servizi. Sul Mid Cap invece si sono difesi (e bene!) parecchi titoli, da Amplifon (+5,1%) a De Longhi (+4,2%), per citare i due esempi più significativi. Fra le piccole capitalizzazioni ancora faville per la galassia Cabassi, con Bastogi al +16,5% e Brioschi al +5,4%.

L’EUROPA SCENDE, MA RESTA SUL -1%. SALVO MADRID

La fotografia, vista in chiave centro e nord europea, appare meno pesante: il tedesco Dax e il francese Cac si fermano sotto il -1% e Londra si limita a un -0.69%. Aria irrespirabile invece a Madrid, che scende del 2%. In verde si vede anche una banca, Bankia, ma le altre ci danno dentro, con ribassi di oltre il 3%. Sull’Eurostoxx salgono soltanto dei titoli francesi, e più precisamente sei, con L’Oreal in testa (+1,74%).

 IL VINCITORE DEL GIORNO SI CHIAMA ORO

Ottimo il contrattacco dell’oro, che mette a segno un bel rialzo proprio come reazione alle notizie negative provenienti dai mercati borsistici. I future salgono dell’1,8%, ma la sorpresa di giornata viene dal caffè, che rimbalza soprattutto sul mercato Usa. E l’effetto si ripercuote positivamente sugli Etf riferiti a questa commodity, quotati alla Borsa di Milano: l’Etfs leveraged Coffee (leva 2) segna il +15,98% e l’Etfs Coffee il +7,66%. In una giornata così pesante facciamoci almeno una tazzina di caffè.

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