Molto male ieri il Ftse Mib (-1,65% a 20.626 punti), ma male anche il resto d’Europa e in particolare il Dax tedesco, che copia Milano, con un identico -1,65%. Ribassi notevoli a Piazza Affari per Yoox (-5,48%), Banco Popolare (-4,04%) e Ubi Banca (-3,46%). Wall Street flette, ma in misura meno accentuata. Segni rossi anche per le materie prime e soprattutto in difficoltà l’oro, sceso dell’1,8% a 1.310 dollari.

PERCHE’ IL LUSSO PIACE MENO

La difficile situazione dei Paesi emergenti, con la Russia in alto mare geopolitico, la Cina in pieno rallentamento economico e il Brasile in stasi, si ripercuote sui titoli del lusso. Con alcune delle società italiane del settore che attraversano momenti complessi in Borsa. E’ il caso di Tod’s e Moncler.

Tod’s: la situazione finanziaria resta positiva, con un bilancio 2013 che ha evidenziato ricavi per 967,5 milioni di euro, un utile netto di 133,8 milioni e l’annuncio di un dividendo di 2,7 euro per azione (stacco 19/5 e pagamento 22/5). E’ pur vero che la crescita del fatturato rispetto al 2012 è solo dello 0,5%: ma con i tempi che passano è comunque soddisfacente.

Moncler: ottimo il 2013, come già evidenziato al momento della quotazione in Borsa. Il fatturato è cresciuto del 19% a 580,6 milioni di euro (+25% a tassi normalizzati) e l’utile è risultato di 96,3 milioni di euro (+17%). Sul dividendo la società non si è ancora espressa. Si parla di un rendimento possibile fra lo 0,8 e lo 0,9%.

CHE COSA DICE L’ANALISI GRAFICA

Tod’s: è dallo scorso settembre che il titolo prosegue in un accentuato ribasso, senza soste (ieri -1,41% a 90,7 euro). Dopo aver forato il supporto dei 96,55 euro, potrebbe appoggiarsi sugli 85 euro, ma – in presenza di un peggioramento dei mercati – il trend ha potenzialità per continuare fino ai 69,8 euro. Tutti gli indicatori tecnici sono impostati sul proseguimento di una fase negativa, dovuta anche al quadro problematico del contesto internazionale. Tod’s ha avvertito per prima il cambiamento del vento e quindi potrebbe anticipare eventuali inversioni positive, che al momento appaiono però poco probabili.

Moncler: dopo lo sfogo iniziale, successivo all’esordio a 14 euro a Piazza Affari in dicembre, è partita una fase ribassista che prosegue da due mesi (ieri -3,67% a 12,59 euro), con qualche improvviso rimbalzo, non sufficiente però a modificare il trend. Nel suo caso – data la giovane età dell’azione – non esistono riferimenti grafici utili a intuire posizioni di appoggio nel prossimo futuro.

UN BAROMETRO INFALLIBILE

Il settore del lusso sta dimostrandosi anticipatore degli umori economici e quindi amplifica i movimenti in un senso e nell’altro. Per ora questi due titoli non danno segnali di risveglio e le tensioni geopolitiche sono un indiscutibile freno per una ripresa dei loro corsi.

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