I mercati spesso esagerano in un senso e nell’altro, ma ancor più di frequente dimostrano una certa irrazionalità. Negli Usa il tradizionale rapporto sull’occupazione, presentato oggi, è stato negativo (113 mila posti di lavoro in più, contro i 180 mila stimati), ma Wall Street non ne ha risentito. La valutazione più diffusa di questo strano comportamento deriva dal fatto che la minore richiesta di posti di lavoro dipende dai fattori climatici poco favorevoli delle ultime settimane. In realtà i più attenti analisti motivano la reazione con la speranza che ancora una volta la Fed si veda così costretta a rallentare il “tapering”, cioè il piano di riduzione nell’acquisto di titoli di Stato. Comunque sia, Wall Street progredisce e l’effetto è positivo per l’Europa.

MILANO SALE (INASPETTATAMENTE)

Non lo si aspettava, ma Piazza Affari ha dato un altro colpo in su, chiudendo a 19.692 punti (+0,96%). Bene Mediolanum (+4,62%), sostenuta dai giudizi positivi di Citigroup; Buzzi Unicem (+4,6%), in seguito alla distribuzione dei primi dati sul 2013, con ricavi in calo del 2,1% ma con l’indebitamento netto sceso di 59 milioni di euro a 1,066 miliardi; e Unicredit (+3,55%), sull’ipotesi della creazione di una bad-bank (in cui far confluire i crediti dubbi), concepita con il fondo KKR.

BENE L’EUROPA, MA IL DAX STENTA 

Il quadro generale europeo è positivo, con un se. Si riferisce al Dax tedesco, che continua a seguire con passo incerto i movimenti al rialzo, mentre li accentua quando sono al ribasso. Lo spread (questa volta a sfavore della Germania) rispetto alle altre Borse è marginale, ma va preso in considerazione. E che qualcosa nell’aria non vada bene lo avvalora il future sul Bund, titolo di Stato tedesco, tornato quasi ai massimi (144). A metà dicembre aveva rotto al ribasso quota 140 e si già si pensava a un ritorno sotto 137,5. Non è successo ed è un segnale avverso. Gli investitori stanno scegliendo di nuovo asset a basso rischio. Temono tensioni negli Usa (sul tetto del debito pubblico) o fra gli emergenti?

INTANTO VEDIAMO COSA SUCCEDE IN CINA 

Se contagio da emergenti dovesse essere, vale la pena approfondire quanto sta accadendo sul listino cinese. Occorre quindi utilizzare ancora una volta lo Shanghai Shenzhen CSI 300. Rispetto all’ultima analisi di GenteMoney.it, il quadro non ha subito evoluzioni di rilievo. Dall’inizio di dicembre il listino ha perso 250 punti, ben poco rispetto alle tensioni annunciate su un possibile cataclisma nell’economia di Pechino. Certo, il trend è ribassista, ma all’interno di un canale poco accentuato. E comunque le quotazioni si sono assestate su un supporto più volte testato nella scorsa estate.

Movimenti al rialzo invece in Russia, dove il Micex Index oggi è salito dello 0,8%. Complici le Olimpiadi invernali di Sochi? Vedremo nelle prossime sedute.

photo credit: Wilson Loo via photopin cc