Dopo una giornata, ieri, favorevole ma sostanzialmente non risolutiva per le Borse europee (nella foto la City di Londra) che continuano a navigare nell’incertezza di una fase di transizione, strette in una battaglia fra ribassisti e rialzisti, confermata da correzioni e successivi rimbalzi, vale la pena far il punto sui singoli listini.

Ftse Mib (Milano) – Il grafico è al ribasso da alcune sedute, ma era inevitabile che ciò accadesse dopo la rincorsa iniziata il 18 dicembre. Gli analisti forniscono valutazioni molto puntuali sui trend di breve: solo una discesa sotto i 19.100 punti (contro 19.412 di ieri sera) è tale da provocare un’ulteriore onda ribassista, che potrebbe portare a 18.600. In una verifica di più lungo termine  il vero supporto chiave resta molto più basso rispetto ai livelli attuali, a 17.897 punti, toccati a metà dicembre. Se il listino scendesse a queste quote vorrebbe dire che tutti progressi di fine anno sarebbero azzerati e in tale caso si aprirebbero prospettive negative. La fase attuale quindi può essere vista come un momento di consolidamento dopo un consistente strappo.

Dax (Francoforte) – Non dimentichiamolo: è sui massimi di sempre e quindi entrato in una fase di difficile interpretazione. I 9.373 punti di ieri rappresentano la conferma di una fase di debolezza: a 9.405 punti si è forato un mini supporto che potrebbe comportare una certa difficoltà a essere bucato al rialzo, ma determinante è che il listino resti sopra i 9.006 punti. I quasi 9.800 punti del 21 gennaio sono relativamente lontani e una correzione era, anche in questo caso, necessaria. Il problema non appare tanto di natura tecnica quando di fondamentali: se i Paesi emergenti evidenziano difficoltà, l’export tedesco ne risente e quindi il Dax soffre. E’ pur vero che sul fronte degli Usa le prospettive economiche sono buone, spalancando una finestra che l’industria germanica saprà sfruttare a pieno.

Cac (Parigi) – C’è meno ottimismo nella Ville Lumière. La volatilità di questo listino – il più tecnico di tutti – non consente di disporre di elementi di lettura sufficientemente chiari. Il Cac si muove fra i 4.100 e i 4.300 punti, con un’accentuazione dei periodi discendenti rispetto a quelli ascendenti dallo scorso ottobre. La media mobile a 200 giorni – decisiva nel catturare i periodi di svolta nel lungo periodo, si sta pericolosamente avvicinando al grafico delle quotazioni. Era già avvenuto a luglio del 2013, ma poi si era determinata un forte rimbalzo. Cosa accadrà questa volta? I pessimisti cominciano ad avere il sopravvento per un semplice motivo: i fondamentali dell’economia danno segali di stanchezza.

Ftse 100 (Londra) – Un trend sinusoidale di alti e bassi caratterizza il listino britannico, che già per quattro volte si è avvicinato alla media mobile a 200 sedute, con successivi veloci rimbalzi. Ora succede di nuovo, ma questa volta l’inclinazione del grafico delle quotazioni è più deciso nell’indicare un convinto ribasso. La seduta di oggi e quelle di avvio della prossima settimana saranno decisive per il proseguimento del trend.

Ibex (Madrid)Ha corso molto, forse troppo, perché l’economia spagnola ha segnato indiscutibili progressi negli ultimi tempi ma è ben lontana dall’aver risolto i problemi strutturali. Dal punto di vista grafico l’Ibex vive una situazione migliore rispetto ai “colleghi” europei, per la dimensione della correzione in atto – tutto sommato modesta – ma soprattutto perché la distanza rispetto alla media mobile a 200 sedute risulta rilevante. E pur vero che si trova a far fronte con due resistenze abbastanza forti: la più bassa (10.037 punti) è stata superata al rialzo ma ora di nuovo forata al ribasso; la più alta (10.492 punti) ha rappresentato una barriera dimostratasi invalicabile, con la classica “toccata e fuga”. Da quattro sedute l’Ibex resta poi sotto il livello psicologico dei 10.000 punti, con cui sta litigando. E’ possibile una fase di lateralità.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA

Ogni listino dimostra una storia a sé, il che è positivo, poiché una stretta correlazione delle Borse comporta sempre un ottimismo o un pessimismo generali, sconvenienti dal punto di vista della psicologia dei mercati. Un po’ di briglie sciolte fa bene, anche se talvolta conferma la presenza di indecisione. E’ proprio quanto si sta manifestando attualmente in Europa.

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