Se non fosse per l’Ucraina dove sarebbe arrivato il listino milanese? Oggi il Ftse Mib è sceso, chiudendo a 21.640 punti (-0,65%), meglio di quanto le aspettative mattutine lasciassero presagire. La barriera dei 22.000 punti non si è allontanata troppo e il supporto decisivo dei 21.400 punti è stato difeso. Se, nelle prossime giornate, i fattori geopolitici peggiorassero, saranno inevitabili una foratura dei 21.400 e un assestamento sui 21.100 prima ed eventualmente sui 20.700/20.800 poi. Nel caso invece si assistesse a un miglioramento sul fronte ucraino e a notizie tranquillizzanti dall’economia Usa, i 22.000 verrebbero superati d’impeto.

LE BANCHE VANNO E VENGONO

In realtà un altro fattore decisivo è quello delle banche. Oggi MPS ha ripreso forza (+3,17% a 24,72 euro), inaspettatamente, perché l’avvio di contrattazioni era stato pessimo, dopo il raggruppamento delle azioni ordinarie con un rapporto di 1 nuova per 100 vecchie. Intanto è partito l’aumento di capitale di Banca Popolare di Milano (BPM), i cui diritti sono scesi in apertura, per poi assestarsi su 0,0774 euro. L’operazione avviene al prezzo di sottoscrizione di 0,43 euro per azione, con un rapporto di 9 nuovi titoli ogni 100 precedenti posseduti.

DOMANI GIORNATONA FIAT

Oggi l’azione ha deluso (-1,6% a 8,57 euro), ma la marcia iniziata da Fiat a dicembre è stata impressionante, con una performance a sei mesi del +49,6% e, nelle ultime sedute, si sono gonfiate le attese per la presentazione domani del piano industriale del gruppo, su cui da giorni corrono le indiscrezioni. Il possibile scorporo di Alfa Romeo in una società autonoma e l’obiettivo dei 6 milioni di auto prodotte all’anno entro il 2018 (con un nuovo partner industriale asiatico?) sono assai interessanti, perché – di fatto – realizzano quelli che erano gli obiettivi di Sergio Marchionne (nella foto a Detroit con l’ex leader polacco Lech Walesa) al momento del divorzio da General Motors e dell’inizio dell’avventura americana con Chrysler.

Cosa succederà al titolo Fiat? Le prospettive di breve vedono prevalere un certo scetticismo sul proseguimento della corsa, poiché le news annunciate domani – salvo sorprese dell’ultima ora – sono ormai note. Ora i mercati si attendono un miglioramento delle quote commerciali in Europa, ma per raggiungere un simile obiettivo ci vorrà ancora del tempo.

photo credit: Chrysler Group via photopin cc