Non è un quadro positivo quello che si prospetta per i mercati finanziari: non in termini di trend (sui quali ogni previsione sarebbe azzardata) quanto di fattori a monte che li determinano. Gli Usa e l’Europa sono infatti fermi in attesa delle parole della Fed americana e delle decisioni della BCE . E questo non è proficuo, perché significa che la droga monetaria condiziona ancora le scelte degli investitori. Se Federal Reserve e Banca centrale europea prendessero decisioni mal viste dai mercati, partirebbe una spinta al ribasso.

In particolare cosa sta succedendo? Per quanto riguarda gli Usa Janet Yellen, neo presidente della Fed, parlerà domani alla Commissione Finanza della Camera dei deputati di Washington: temi d’obbligo la riduzione degli stimoli monetari all’economia e la sequenza di un possibile rialzo dei tassi d’interesse (nella foto lo stemma della Fed sulla banconota da 20 dollari).

In Europa invece i tempi sono più lunghi: il 19 febbraio c’è una riunione del Consiglio Direttivo della Bce, forse non risolutivo, ma il 6 marzo è possibile che Draghi annunci qualche intervento concreto per l’economia del Vecchio Continente. Se ciò non accadesse i mercati reagirebbero negativamente.

MILANO PIATTA, MA CON SPUNTI DI BUZZI UNICEM, FERRAGAMO E MPS 

Piazza Affari ha chiuso con un -0,05% (a 19.683 punti), dimostrazione di incertezza totale. Eppure si sono visti alcuni spunti interessanti. Buzzi Unicem (+4,05% a 14,66 euro) ha strappato la maglia rosa della giornata, grazie a buone notizie sulla marginalità dei conti per il 2013, il che ha comportato giudizi positivi di alcuni analisti, non tali però da giustificare un progresso così sostanzioso. Salvatore Ferragamo (+2,52% a 23,58 euro) sta ritrovando un po’ di verve da alcuni giorni. MPS (+2,27% a 0,1845 euro) spera nel tanto conclamato intervento del Qatar per rilevare quote della Fondazione. Si parla di un 15-20%, ma qualcuno sostiene che ci sarebbero manovre in tutt’altra direzione e che la notizia del Qatar sarebbe un modo per occultare operazioni in salsa italiana. Male invece Mediolanum (-3,46% a 6,555 euro), a causa di una raccolta netta in calo nel mese di gennaio 2014 rispetto allo stesso periodo 2013 (147 contro 232 milioni di euro), segnale di incertezza da parte del mercato.

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