Questa volta Milano non ce l’ha fatta a ripetere l’accelerazione di chiusura come nelle due precedenti sedute. Anzi, si è avuto un calo nel pomeriggio, verso le 16,00, che rischiava di portare il Ftse Mib verso i 20.300 punti. Poi la chiusura è avvenuta a 20.398 punti (-0,37%). Come giudicare la debolezza di questi giorni? Consolidamento, consolidamento: è questa la risposta che si raccoglie fra i desk degli operatori professionali. In altre parole si tratterebbe di una fase di attesa, per poi veder ripartire il listino, probabilmente verso l’alto. Ciò farebbe pensare che ogni segnale di fiacchezza delle azioni più interessanti vada sfruttato per entrare su nuove posizioni. E il ragionamento si basa anche sul fatto che il calo dei rendimenti dei titoli di Stato comincia a spostare capitali dall’obbligazionario all’azionario.

INDICE VIX SOTTO QUOTA 14

Sotto quota 14, sebbene in leggero rialzo: il Vixl’indice di volatilità sullo S&P 500, è rientrato in una fase di debolezza e ciò inevitabilmente fa ben sperare sul fiato conservato nei polmoni dei listini di oltre Oceano. Un altro segnale positivo riguarda il valore dei ribassi, minimi in percentuale: il peggiore titolo del Dow Jones perde oggi lo 0,8%. E ancora una volta le frecce verdi sono nettamente superiori rispetto a quelle rosse.

photo credit: brian glanz via photopin cc