Piccoli ritracciamenti su tutte le Borse europee, salvo a Milano, in verde per buona parte della giornata grazie ancora una volta alle banche, sull’onda dello spread Btp-Bund sotto i 200 punti, che si traduce in un rafforzamento patrimoniale per gli istituti detentori di debito pubblico italiano. Poi però in chiusura anche Piazza Affari ha ceduto, passando in rosso (-0,17%).

Protagonista del giorno è stato il listino portoghese (+1,4%), scarsamente considerato però dagli investitori italiani. Sull’EuroStoxx 50, paniere delle maggiori capitalizzazioni europee, i ribassi sono stati più numerosi rispetto ai rialzi, ma alcuni segni positivi sono stati cospicui: è il caso delle francesi Essilor e Société Generale, nonché delle maggiori banche italiane e tedesche. In assenza di grandi spunti vale la pena allora dedicare maggiore attenzione alle commodities e quindi agli Etc, strumenti finanziari con cui si investe sulle materie prime.

E SE IL 2014 RIPORTASSE DENARO SULLE MATERIE PRIME?

Se lo stanno chiedendo tanti investitori, di fronte a quotazioni talvolta esasperatamente basse. E cominciano a porsi la domanda anche gli investitori istituzionali, allarmati rispetto a una situazione anomala del settore. Intanto le materie prime riscuotono interesse proprio nelle prime sedute di Borsa del 2014, non tanto per le performance quanto per l’attesa dei mercati in relazione ad alcune storie che riportano attenzione nei loro confronti.

GAS NATURALE – Il netto rimbalzo dell’ultimo periodo è da mettere in relazione alle notizie sulle pessime condizioni atmosferiche negli Usa. Ora i future su questa commodity sono più prudenti e oscillano fra leggeri rialzi e qualche ribasso. Dato che si prevede un miglioramento nelle prossime settimane per il clima d’oltre Oceano, con temperature più miti, i ribassisti hanno cominciato a riaffacciarsi su questo fronte. Dal punto di vista grafico le resistenze hanno svolto un ruolo importante. Lo conferma l’Etc Etfs Natural Gas, che sulla barriera degli 0,093 euro ha invertito la marcia al rialzo, avviata a metà novembre.

ORO – Che ci sia un vero e proprio scontro fra rialzisti e ribassisti è dimostrato dalla volatilità dei future nella giornata di oggi, con veloci picchi al rialzo e immediati conseguenti ribassi nell’arco di poche ore. I 1200 $ l’oncia hanno rappresentato un solido supporto nell’ultima caduta dei corsi e ora non si vede una chiara indicazione di movimento. L’Etc Etfs Gold rispecchia il tutto e non trova suggerimenti grafici chiarificatori. La prima vera resistenza è molto lontana rispetto alle quotazioni attuali.

ARGENTO – Vive una situazione simile a quella dell’oro, sebbene la fase attuale sia caratterizzata da movimenti in una stretta fascia di quotazioni (19,2 – 20,8 $ l’oncia), in cui si potrebbe operare con strumenti a leva per trading molto veloci. I minimi del 2002 sono ancora lontani e probabilmente non verranno più toccati, anche perché proprio dall’argento potrebbero arrivare buone sorprese nel corso dell’anno. Il relativo Etc di Etfs attraversa una fase di indecisione. Si attendono giornate migliori.

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