Una correzione era inevitabile dopo la favorevole giornata di giovedì? Darlo per scontato sarebbe un errore. I mercati hanno proprio voglia di scendere e l’hanno fatto ieri in una seduta senza notizie di spicco. Niente di male, senonché le banche – che il giorno precedente avevano ripreso fiato – si sono viste appesantite da cali vistosi: -7% Banca Popolare Emilia Romagna, -5,76% Banco Popolare e -5,4% Mediobanca. Nel resto d’Europa i segni rossi hanno prevalso, senza però i tonfi delle peggiori blue chip italiane.

LA BIG DANESE DELLE TURBINE EOLICHE E’ L’AZIONE DEL GIORNO

Solo chi è attivo nel campo delle azioni dell’energia alternativa conosce Vestas Wind Systems, società danese specializzata nella progettazione e produzione di turbine eoliche. E’ uno dei maggiori produttori mondiali nel settore, con un’attività in tutti i continenti. Ieri ha registrato un rialzo del 7,5% alla Borsa di Copenaghen (Nasdaq Omxc), confermando un trend positivo in atto da tempo. Più precisamente dal novembre 2012, quando quotava 24 corone danesi. Ha chiuso l’ultima seduta della settimana a 264 corone. In un anno e mezzo la capitalizzazione è più che decuplicata e in dodici mesi ha registrato un balzo del 342%. I problemi finanziari del passato sembrano infatti superati e lo stato di salute risulta migliorato. Tutto questo è avvenuto con una grande progressività, confermata dagli indicatori di analisi tecnica, da molti mesi precisi nel consigliare di restare posizionati sul titolo, anche quando il rialzo poteva far prendere profitto in un trend positivo così prolungato. Nel 2009 Vestas aveva raggiunto la quotazione di 440 corone, per poi scendere progressivamente fino ai minimi dell’estate 2012. E’ probabile che l’azione entri ora in una fase di volatilità. Ciò non esclude che abbia ancora margini di allungamento.

ENERGIE ALTERNATIVE, EOLICO MERCATO IN SVILUPPO

L’avanzata contrasta con le difficoltà del settore solare, reduce da anni di contrazione degli ordini e dalla scomparsa di molte protagoniste di un mercato complesso. Quello invece dell’energia eolica appare meglio impostato e ne trae vantaggio proprio Vestas, che per esempio nel primo trimestre 2014 ha registrato un utile netto di 2 milioni di euro, mentre nello stesso periodo dell’anno precedente aveva conseguito una perdita di 150 milioni. Merito soprattutto del mercato statunitense, dove gli ordini stanno procedendo bene. La filiera globale è dominata da pochi colossi, che controllano il 70% della produzione. In tale classifica Vestas si colloca ai primi posti, sebbene si cominci a sentire la pressione della concorrenza asiatica. Uscita da una crisi profonda, la società danese fattura circa 6 miliardi di euro e presenta un Ebit di 211 milioni, che dovrebbe migliorare nel 2014. La sua corsa in Borsa è quindi basata su un business solido e su una strategia commerciale tonica. Non è escluso che la performance del 7,5% di ieri sia solo una tappa nel proseguimento del trend positivo del titolo, riscoperto dai fondi, ma anche dai piccoli investitori. Un turnaround che non è certamente finito.

photo credit: southgeist via photopin cc