Davvero una strana seduta di una strana settimana. Un pesante segno meno ha tirato ieri giù tutte le Borse occidentali, con vicende contrastanti. Per esempio lo spread Btp-Bund è tornato a galleggiare sopra i 220 punti. In questi casi le banche, a Piazza Affari, dovrebbero risentirne negativamente. Gli istituti di credito italiani hanno invece retto e a un certo momento della seduta milanese emergevano come unici titoli in rialzo. In chiusura la sola azione con segno più è stata Banca Popolare di Milano (+0,84%). L’Ibex spagnolo, che era riuscita a resistere nei giorni scorsi di fronte ai primi segnali di incertezza delle big europee, nella seduta di ieri ha perso molto (-3,7%), con la banca BBVA, su cui si erano concentrati gli acquisti da inizio anno, che ha lasciato sul terreno in poche ore quasi l’8%. Francoforte aveva evidenziato tensioni già in varie recenti sessioni e ieri ha fornito una brutta conferma, con nessun titolo in verde. Quello che più preoccupa però è il fatto che non c’è stato listino – occidentale o orientale – che sia rieccito a reggere l’impeto delle vendite: tutti hanno chisuo in negativo. Il Ftse Mib è sceso del 2,3% a 19.359 punti, sebbene nel mercato serale qualche rimbalzino si sia registrato.

PERCHE’ QUESTA INVERSIONE DI TENDENZA

Molti i fattori, alcuni politici e altri finanziari, sono stati decisivi nel causare la svolta. La crisi delle valute di Argentina e Turchia, specchio di una situazione preoccupante in entrambi i Paesi, si abbina alle tensioni in Egitto e Ucraina. Inoltre la Cina dà cattivi segnali. Su tutto predomina però l’apprensione per la riunione della prossima settimana della Fed statunitense, che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) avviare un’ulteriore riduzione del suo piano di “Quantitative Easing”, cioè di acquisto mensile di obbligazioni per immettere liquidità nel sistema (nella foto/caricatura la nuova presidente della Fed Janet Yellen). Qualcuno sostiene: i grandi investitori non lo vogliono e quindi vendono l’azionario. Potrebbe anche essere vero.

INTANTO BASTOGI CONTINUA A VOLARE (+ 9,9%  IERI, +79% IN UN MESE)

Anche ieri a Piazza Affari si sono visti comunque titoli in forte progresso. In particolare segnaliamo Bastogi, società immobiliare che fa riferimento alla famiglia milanese Cabassi, con un nuovo rialzo del 9,9% (a 1,499 euro), dopo una serie di sedute già molto brillanti. Di fatto il titolo ha quasi raddoppiato di valore e in un mese ha messo a segno una performance del 79,2%. Il perché non è chiaro, se la stessa società ha comunicato, anche su richiesta delle autorità di mercato, di non essere a conoscenza di eventi o operazioni che possano contribuire a determinare gli attuali corsi del titolo. Se non lo sanno loro!

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