Gli analisti sono divisi su due fronti opposti: c’è chi dice che i mercati continueranno a crescere e chi invece prevede ribassi. Finora vincono i primi: oggi – con le Borse che venerdì hanno chiuso la settimana con  un altro balzo in avanti – la loro bandiera sventola sul pennone più alto. In realtà i motivi che spingono i listini non sono positivi. Si spera infatti che la BCE  annunci giovedì prossimo nuove misure di stimolo all’economia: o un taglio dei tassi, che potrebbero addirittura diventare negativi per i depositi cosiddetti overnight, praticati nelle operazioni fra le banche, oppure introduca nuove operazioni sulla liquidità. Il tutto deriva dal fatto che la deflazione c’è e che proprio venerdì scorso si è avuta la sua ufficializzazione in Spagna, dove l’indice dei prezzi è diventato negativo a marzo (-0,2%).

VENERDI’ SONO SALITI TUTTI I LISTINI, FORTI RIALZI DELLE BANCHE A PIAZZA AFFARI

Bene Milano (+1,53% il Ftse Mib a 21.498 punti) e frecce verdi ovunque in Europa. A Piazza Affari hanno brillato le banche, con rialzi consistenti (Banco Popolare +6.95% – MPS + 4,42% – Banca Popolare Emilia Romagna +3,89% – Banca Popolare Milano +3,68% e Intesa Sanpaolo +3,53%).

GODE DI PIU’ CHI HA SCELTO GLI ETF A LEVA

Bravi coloro che hanno scelto di cavalcare gli Etf rialzisti a leva: in parte sono operatori istituzionali, ma in parte anche investitoti privati. I leva 2 o 3, ovvero con moltiplicatore di due o tre volte della performance dell’indice, sono stati venerdì i migliori su Borsa Italiana, con rialzi consistenti. Si tratta di “replicanti” – nel caso di quelli quotati da tempo – che stanno tornando sui livelli del 2011, ma quanto più interessa è che il trend è regolare e progressivo, fatto abbastanza anomalo per Etf di tale tipo, in cui la leva ha un effetto particolare.

ATTENTI: L’AMPLIFICAZIONE  FUNZIONA ANCHE AL CONTRARIO (MOLTIPLICANDO LE PERDITE)

Non è detto che in una successione di giornate positive il rendimento corrisponda alla moltiplicazione lineare dei trend di Borsa, poiché l’interesse composto (cioè l’aggiungersi del rendimento al capitale producendo maggiori interessi) ha un effetto positivo, che va a favore di chi si è collocato su questo tipo di prodotti. Ciò avviene però di rado e – nella maggior parte dei casi – a sedute positive possono subentrare sedute negative, il che comporta un moltiplicatore opposto, cioè un acceleratore di perdite. Occorre essere ben coscienti di questo rischio, tanto più nella fase attuale in cui motivi, estranei ai fattori economici  che regolano i mercati, fanno da droga, ma potrebbero improvvisamente ritorcersi in senso opposto. Chi ha tratto vantaggio da giornate al rialzo, quali le ultime, sappia quindi che gli Etf a leva vanno utilizzati solo nel breve periodo, meglio ancora acquistati e venduti nella stessa seduta. E’ vero che ciò comporta maggiori commissioni bancarie, ma elimina un difetto strutturale di questo tipo di prodotti, di cui non sempre l’investitore è sufficientemente a conoscenza.

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