Londra ai massimi dal ‘99, Francoforte al top storico, Madrid corre.  Un’analisi dei mercati azionari europei è oggi importante, perché si stanno verificando situazioni interessanti, forse impensabili nemmeno tanti mesi fa. Come muoversi? Vediamo uno per uno gli indici delle piazze principali.

LONDRA

Il Ftse 100 inglese ha toccato per la terza volta dal 1999 il massimo storico, chiudendo ieri non lontano dai 7.000 punti, più precisamente a 6.840 punti, e dall’estate dell’anno scorso ha manifestato un andamento ondulatorio, con massimi e minimi sempre più alti, conferma di un segnale di forza, ma anche di rilevante sensibilità agli eventi macroeconomici.

Un forte supporto è collocato sui 6.725 punti e il susseguirsi di candele verdi dal 17 aprile in poi è stato molto regolare. A 6.865 punti, cioè proprio in corrispondenza dell’attuale quotazione, c’è una resistenza che si sta dimostrando piuttosto ostica. Da alcuni gironi l’indice si muove a cavallo di tale livello ed è quindi probabile volatilità nelle prossime sedute, con un permanere fra i 6.725 e i 6.865 punti.

FRANCOFORTE

Il Dax 30 tedesco è ai massimi storici, poco sotto un livello psicologico impensabile, ovvero quello dei 10.000 punti (ieri ha chiuso a 9.656 punti). Le vicende geopolitiche delle ultime settimane hanno un po’ rallentato il trend al rialzo, ma lo stato di salute è ineccepibile, sebbene dall’inizio dell’anno si registri anche in questo caso un movimento ondulatorio fra i 9.000 e i 9.700 punti.

L’importante supporto della media mobile a 200 sedute è sempre rimasto ampiamente sotto la curva dell’indice, benché la distanza sia andata comprimendosi nell’ultimo mese. Anche il Dax ha trovato una nuova resistenza: si colloca sui 9.730 punti, con cui sta “combattendo” da alcuni giorni.

PARIGI

Il Cac 40 francese replica i movimenti del Dax tedesco e si dimostra volatile ma in un trend al rialzo. Tuttavia in questo caso i massimi degli ultimi dieci anni sono lontani e si sta avvicinando una resistenza a 4.688 punti (contro i 4.444,9 di ieri) che potrebbe costituire un ostacolo al proseguimento del trend. La situazione di incertezza dell’economia transalpina trova un immediato riscontro sul Cac 40, che – rispetto a Ftse 100 e Dax 30 – ha corso meno.

MADRID

Infine l’Ibex 35 è l’indice che ha dimostrato maggiore forza, avendo superato nelle ultime sedute la resistenza dei 10.518 punti, diventata supporto di brevissimo periodo e si sarebbe dovuta trovare a combattere con un’ulteriore resistenza a 10.950 punti, senonché la caduta di ieri a 10.365 punti ha rimesso in discussione il trend al rialzo. Il notevole miglioramento dei titoli di Stato spagnoli ha aiutato l’Ibex, che potrebbe essere uno dei listini europei meglio impostati per un ulteriore rimbalzo nel caso la BCE adottasse una politica monetaria espansiva, fatta non solo di tassi quasi a zero.

ORA COSA PUO’ SUCCEDERE

Tutti gli indici si muovono in prossimità di resistenze di una certa importanza, che hanno avuto difficoltà a oltrepassare, soprattutto dopo gli scivoloni – più o meno rilevanti di ieri. Ora molto dipenderà dalle scelte della BCE. Nel caso – a giugno – fossero realmente attuati interventi a sostegno dell’economia, con passi tendenti a ridurre la stagnazione o deflazione che dir si voglia, questi indici potrebbero trovare altro combustibile: specialmente quello spagnolo, oltre al Ftse Mib. In caso contrario le pressioni al ribasso avrebbero il sopravvento. Non resta quindi che sperare che Draghi e compagni: dopo tante parole e promesse, facciano qualcosa di concreto.   

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