Tornano problemi per Telecom Italia, stretta fra un consiglio di amministrazione di domani, in cui si discuterà di governance del gruppo, e l’assenza di notizie sull’Opa di Telefonica relativa a Tim Brazil. La si prevedeva per fine febbraio, ma – salvo sorprese – ogni decisione sarà rinviata. E così la società italiana della telefonia è stata la protagonista (in negativo) della giornata, con un calo del 4,29%, che la riporta sugli 0,81 euro, non molto sopra il livello di 0,80, spartiacque fra due mondi nella visione dei mercati sul titolo.

Le difficoltà di Telecom hanno trascinato al ribasso l’indice italiano (-0,38%). In realtà Piazza Affari non esce con le ossa rotte in un confronto europeo, perché la maggior parte degli altri listini ha perso ben di più (-0,67% il Dax tedesco e -0,62% l’Ibex spagnolo).

L’AZIONE DEL GIORNO E’ LA LEADER FRANCESE DELL’ELETTRICITA’

Perdite nette per 9,3 miliardi di euro nel 2013, un fatturato in calo dello 0,8% e giudizi negativi sul mercato europeo; tuttavia l’indebitamento finanziario è calato di 6,8 miliardi di euro e il dividendo resterà stabile (1,5 euro): il quadro è complesso, decisamente a tinte fosche, ma il mercato ha premiato GDF Suez (+6,04% a 18,61 euro) per un semplice motivo, ovvero quell’elevato dividendo confermato anche per il 2014 e 2015. Occorre ricordare che GDF è la prima società in termini di dividend yield (rendimento da dividendo) nell’indice francese Cac 40, con un rapporto dell’8%. La decisione di non ridurre la distribuzione di utili nei prossimi anni ha tranquillizzato soprattutto i fondi specializzati in prodotti a elevato rendimento, che hanno aumentato le loro posizioni.

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