Sembrava davvero l’inizio di una nuova fase ribassista. In apertura di giornata il Ftse Mib perdeva ieri pesantemente per tre motivi concomitanti: i dati negativi della produzione industriale in Cina, con il target annuo tagliato di mezzo punto e l’attività manifatturiera ai livelli più bassi degli ultimi sette mesi, le tensioni politiche in Ucraina e le voci di una patrimoniale in Italia. Poi il segno più di Wall Street ha impresso una spinta al rialzo e la seduta si è chiusa con un modestissimo +0,07%. Quindi nulla di fatto! Ma il rosso è stato pesante per alcuni titoli: per esempio Mediaset (-4,95%), su voci di una fase difficile nella raccolta pubblicitaria delle sue televisioni. Bene invece Saipem (+2,99%), su indiscrezioni di un arrivo di capitali norvegesi, che potrebbero puntare al 20% della società.

QUEI PAREGGI SONO LA CONFERMA DI INCERTEZZA

E in Europa? La fotografia è complessa, ma un fatto colpisce: osservando il numero di titoli in positivo e quelli in negativo su tutti i principali listini si nota un pareggio, che è la conferma dell’indecisione del mercato, alla ricerca di spunti positivi ma pressato dalle preoccupazioni su un quadro economico mondiale ancora incerto. E il tedesco Dax ha chiuso in negativo (-0,43%), con il settore delle utilities in tenuta.

LA SVIZZERA E’ PESSIMISTA

Un segnale di stanchezza è venuto dallo Smi di Zurigo, dove soltanto quattro titoli hanno chiuso al rialzo, ma con percentuali modeste. Male le banche (Ubs e Credit Suisse), che non riescono a trovare smalto da tanto tempo e più precisamente fin dalla crisi Lehman. Questa non ripartenza è l’effetto di molti fattori, primo dei quali le incertezze sugli accordi bilaterali riferiti ai capitali detenuti da cittadini Ue nelle casseforti della Confederazione.

BENE WALL STREET, DOVE  LA SMALL MICROVISION RADDOPPIA IN UN GIORNO

Partita timidamente, sebbene in positivo, la Borsa americana ha confermato una forza maggiore con il passare delle ore, toccando progressi anche dello 0,7% per il Dow Jones. L’azione del giorno è stata una piccolissima capitalizzazione, Microvision, attiva nel settore dell’elettronica, che ha messo a segno un +97,8%%. Lo segnaliamo perché non sempre gli investitori italiani si rendono conto di quanto potenziale ci sia nella Borsa americana, con un numero di azioni nazionali e di tanti altri Paesi del mondo (soprattutto emergenti) quotate a Wall Street superiore a quello dei listini di tutta Europa. Un dato: ieri il 72,9% dei titoli si collocava con quotazioni sopra la media storica a 200 sedute, prova di forza che conferma la positività del mercato.

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