Draghi ha parlato e non ha detto nulla di concreto: i tassi restano fermi in area euro e l’ipotesi di misure cosiddette non convenzionali, di cui si proferiva insistentemente la settimana scorsa, si è sciolta. Il presidente della BCE riferisce di ripresa in corso e di inflazione bassa, che tale resterà per lungo tempo. Le Borse europee restano così incerte e solo Milano ha uno scatto, dovuto ancora una volta alle banche. Il tono generale sembra però di una certa prudenza e lo dimostra Wall Street in rosso.

SUI CEREALICOLI GUERRA DI NERVI

Oggi parliamo di materie prime e più specificamente di cerealicoli. Il rimbalzo dei primi mesi del 2014 per il grano è stato rilevante, complice la situazione ucraina (nella foto una giovane ucraina ritratta in una piantagione di grano) Kiev è riuscita infatti ad assumere un ruolo nel settore più rilevante di quanto la sua posizione nella classifica mondiale dei venditori non giustifichi. E’ quinta, ma i cereali (anche il mais) prodotti sono di ottima qualità e proposti a prezzi molto competitivi. Ecco perché l’impatto delle tensioni geopolitiche si è trasformato in una specie di acceleratore sulle quotazioni dei future riferiti appunto a grano e mais. In realtà – come spesso succede – i mercati finanziari hanno anticipato quelli delle materie prime. Il problema è più complesso di quanto si creda: non è l’offerta in crisi, ma la domanda in forte espansione, cui si aggiunge il pericolo delle variabili meteorologiche.

 COME SI MUOVONO I FUTURE

L’analisi dei movimenti dei future è fondamentale per valutare i trend dei prodotti finanziari più utilizzati dagli investitori nel posizionarsi sulle materie prime, ovvero gli Etc.

Grano – Il future del grano (scadenza maggio 2014) ha ballato intorno alla forte resistenza di 705,7 $ dal 19 al 28 marzo, per poi scendere a 667 $. Era inevitabile che succedesse dopo un mese di forti rialzi, tutti dovuti alla situazione ucraina. Una ripresa del trend all’insù è probabile, ma la correzione potrebbe proseguire nel breve periodo.

Mais – Il future sul mais (scadenza maggio 2014) ha un’impostazione migliore, perché il suo rialzo è partito in maniera meno accentuata rispetto al grano. Troverà una resistenza sui 500,5 $, ma soprattutto sui 534 $, contro gli odierni 498 $. Le prossime sedute saranno quindi decisive per definire il proseguimento del trend.

GLI ETC: CHE COSA DICE  L’ANALISI GRAFICA (MA SE PUTIN…)

Su questo fronte la situazione è più chiara da un punto di vista di analisi grafica. In entrambi i casi infatti la media mobile a 200 giorni (molto importante per definire la direzione rialzista o ribassista) ha da poco incrociato la curva dei prezzi e si muove da una linea all’ingiù a una tendenzialmente all’insù. Ciò vuol dire che la fase strutturale del ribasso è terminata, ma logicamente non esclude assestamenti dei prezzi. Nel caso del mais si potrebbe individuare una figura grafica cosiddetta “cup and handle”, cioè tazza e manico, che di solito indica una successiva fase rialzista. Certo è che il tutto dipende da fattori estranei alla semplice logica finanziaria. L’ultima parola spetta infatti a Putin e soci. Una loro campagna d’Ucraina spingerebbe ulteriormente in alto i prezzi di queste due materie prime, forse più di quanto oggi non ci aspetti.

photo credit: Anemone Jones via photopin cc