Le parole di Draghi avrebbero potuto intimorire i mercati. Nella riunione odierna della BCE ha detto sostanzialmente che si registrano ancora pericoli di ribasso per l’economia europea, che i tassi di interesse primari resteranno ai minimi per lungo tempo e che l’inflazione è ampiamente sotto controllo (0,8% a novembre), in altre parole che siamo quasi in deflazione! Le Borse – abituate al pessimismo – ragionano (per fortuna!) con una loro logica e non si sono fatte intimorire più di tanto: l’Europa ha viaggiato per buona parte della giornata in rosso, ma non troppo lontano dalla parità, con i listini periferici che se ne sono infischiati, continuando a proseguire in positivo: Milano ha chiuso a +0,34% grazie al buon andamento del settore bancario, e Lisbona a +0,35%. Ben più condizionante è stato invece l’impatto di Wall Street, che ha fatto calare pesantemente soprattutto le piazze di Francoforte e Parigi in chiusura.

L’AZIONE DEL GIORNO: BANCO POPOLARE

E’ italiana e si merita questa promozione: il gruppo Banco Popolare (nella foto la sede della Popolare di Lodi) da inizio anno continua a volare al rialzo e anche oggi ha messo a segno un risultato ampiamente positivo (+5,94%). Un giudizio positivo di Exane, “investment company” di BNP Paribas, ha aiutato il titolo, ma il vero propellente è venuto dalle voci di una possibile cessione del portafoglio dei crediti in sofferenza. Inoltre la fusione per incorporazione di Creberg e Italease nella capogruppo, attuata a novembre, potrebbe portare al riacquisto di un’obbligazione convertibile entro il 19 febbraio, con positivi effetti sugli indici patrimoniali.

E’ da comprare? Exane indica un prezzo obiettivo a 1,80 euro, ma l’analisi tecnica evidenzia uno spazio di rafforzamento fino a 2,27 euro, ben distante rispetto agli 1,64 di oggi. Se il primo obiettivo potrebbe essere raggiunto già nel breve periodo, il secondo appare meno ipotizzabile, se non in presenza di una spinta rilevante di Piazza Affari.

L’ETF DEL GIORNO

Nell’ormai vastissima offerta presente su Borsa Italiana segnaliamo oggi un Etf dalle caratteristiche particolari. Si tratta di SPDR Euro Dividend Aristocrats (codice Isin IE00B5M1WJ87), che seleziona i 40 titoli a maggiore dividendo appartenenti all’indice S&P BMI. La particolarità consiste nel fatto che la scelta avviene fra azioni più liquide ad alta, media e piccola capitalizzazione dell’Eurozona, con “dividend yield” (rapporto dividendo/prezzo) elevato, una distribuzione stabile o in crescita negli ultimi dieci anni, un flottante di almeno un miliardo e una movimentazione quotidiana di un certo livello.

Valuta di quotazione, denominazione e riferimento del benchmark sono tutti in euro, fatto importante per chi non voglia farsi carico dei rischi di cambio, spesso presenti in altri prodotti della stessa tipologia, anche perché riferiti anche ad azioni statunitensi. Con una distribuzione dei dividendi semestrale (0,623 euro a settembre 2013), l’SPDR Euro Dividend Aristocrats è un Etf con volumi abbastanza soddisfacenti e stabili nel tempo. Il suo trend di crescita delle quotazioni è stato costante dall’esordio in Borsa Italiana, con una performance a un anno di circa il 14%. Attualmente gira ai massimi storici (19,2 euro). Per entrare a condizioni favorevoli consigliamo di mettere un ordine a revoca sui 18,2 euro.

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