Rinnovo di tutti i vertici delle grandi aziende di Stato: l’operazione del Governo sarà apprezzata dai mercati? Il fatto che i numeri uno siano stati cambiati in blocco non è un segnale positivo, perché potrebbe voler dire che le gestioni passate non hanno soddisfatto.

I NUOVI VERTICI

Comunque Emma Marcegaglia arriva all’Eni come Presidente e Claudio Descalzi come amministratore delegato; all’Enel salgono Patrizia Grieco e Francesco Starace, mentre Mauro Moretti (nella foto) passa dalle Ferrovie a Finmeccanica, con Gianni De Gennaro confermato presidente. Svolta anche alle Poste (prossimamente quotate), con Luisa Todini Presidente e Francesco Caio amministratore delegato. Scelta dimezzata per Terna: per ora si conosce solo il nome del Presidente, Catia Bastioli.

Le considerazioni politiche non interessano nell’attuale fase. Quello che i mercati vorranno giudicare saranno le scelte in chiave di maggiore privatizzazione di alcune di queste società e la propensione o meno a distribuire più dividendi. Lo Stato ne ha bisogno e quindi è consigliabile guardare a Eni, Enel, Finmeccanica e Terna come a possibili “bancomat” anche per gli investitori privati.

BILANCIO DEGLI ULTIMI ANNI: DIVIDENDI A SEGNO ALTERNO

ENI – Ha ridotto la distribuzione dei profitti, con un dividendo sceso dagli 1,35 euro del 2005 agli 1,09 euro del 2013. In termini di quotazioni in Borsa, negli ultimi cinque anni nel complesso ha tenuto rispetto alle sue concorrenti internazionali, sebbene non si sia mossa eccessivamente,  con una certa volatilità, all’interno di una fascia fra 14,5 e 18,5 euro, abbastanza ampia ma pur sempre stabile nel tempo, con una sola caduta sotto i 13 euro nel 2011.

ENEL - E’ risultata la maggiore delusione, con un calo dei dividendi dagli 0,69 euro del 2004 agli 0,15 del 2013. E per il 2014  ci sarà uno stacco di 0,13 euro. Il peggioramento è evidente e dipende da molti fattori, fra cui una trasformazione del mercato dell’energia elettrica e l’entrata in scena di una concorrenza più agguerrita. Eppure, in termini di quotazioni, Enel è stato un titolo che ha dato qualche soddisfazione all’inizio del 2011 e soprattutto da metà del 2013 fino a oggi. Occorre però ricordare una fase pesantemente negativa dal maggio 2011 fino ad agosto 2012.

FINMECCANICA - Dal dividendo quasi zero dei primi anni 2000, è passata ai sorprendenti 0,50 euro del 2006, per poi assestarsi su 0,41 euro dal 2008 al 2011. Poi per due esercizi consecutivi non si è visto più nulla. Il titolo ne ha risentito, con un progressivo calo di quotazione dal 2009 fino al termine del 2011. Un riscatto è parzialmente iniziato nell’agosto 2013, quando si è cominciato a parlare con insistenza di cessione di alcune controllate.

TERNA - E’ l’unica che ha mantenuto la spina accesa, passando dagli 0,1688 del 2009 agli 0,2 euro del 2013, fra l’altro con un ottimo trend rialzista delle quotazioni dall’agosto del 2011 fino a oggi. Delle quattro società pubbliche è quella che ha dato maggiori soddisfazioni in termini di regolarità di dividendi e il mercato ha apprezzato una simile costanza.

Nel 2014 si aggiungeraanno le Poste Italiane, che saranno parzialmente privatizzate con la quotazione in Borsa. Si annunciano come un buon erogatore di utili: è a esse che dovrà rivolgersi il piccolo e medio investitore alla ricerca di dividendi.

Il terremoto ai vertici potrebbe costituire un’occasione per ritrovare parte dei profitti persi. Per ora è solo una speranza, ma a premere in questo senso è il nostro “socio occulto”, lo Stato. Speriamo che vada così.

photo credit: Ministro per la Coesione Territoriale via photopin cc