Proprio quando sembra svanire l’accordo per un’acquisizione del 40% di Alitalia da parte del vettore di Abu Dhabi Etihad, che avrebbe salvato la nostra Compagnia, con un investimento da 550 miliardi di euro, vale la pena approfondire la situazione borsistica di tre dei maggiori vettori europei: Air France, Lufthansa e Ryanair. Ecco il confronto.

AIR FRANCE–KLM: SALE, PUR COL BILANCIO IN ROSSO. SPECULATIVA, PUO’ CRESCERE 

La ristrutturazione attuata negli ultimi anni ha riportato la società all’utile operativo. Il 2013 si è chiuso con un mini profitto di 130 milioni di euro, sebbene il risultato netto globale sia rimasto negativo, con una perdita di 1,83 miliardi di euro, contro gli 1,22 miliardi del 2012. Il titolo non distribuisce dividendi ormai da anni e l’Eps (Earnings per share – utili per azione) risulta inevitabilmente con il segno meno. Il titolo non ha risentito delle difficolta finanziarie e continua a prendere quota, avendo superato a marzo i 10 euro (10,855 ieri in chiusura), il che non avveniva dal 2011. Ci sono ancora margini di crescita, ma nel breve periodo è probabile una fase di elevata volatilità. Si tratta di un’azione attualmente a impronta speculativa, su cui collocarsi solo in una visione di corto termine. La forte rincorsa degli ultimi mesi dipende dalla strategia di taglio dei costi, attuata su tutti i fronti, mentre sono state di recente smentite le voci di un possibile aumento di capitale, rischio comunque che non può essere escluso al 100%.

LUFTHANSA: ORA SOFFRE, MA DA’ UN BUON DIVIDENDO. ASPETTARE IL POST-UCRAINA

un A380 della Lufthansa

Un A380 della Lufthansa ripreso di notte nell’hub della compagnia all’aeroporto di Francoforte

Gli scioperi dei piloti e la crisi ucraina hanno portato a una certa volatilità del titolo in Borsa nelle ultime giornate. La società è in utile, sebbene i profitti stiano calando. Il dividend yield, cioè il rendimento da dividendo, resta ancorato a un 2,5%, grazie a un payout ratio (rapporto fra dividendi distribuiti e utili netti di esercizio) elevato (66%). Il dividendo 2013 è stato fissato in 0,45 euro ed è il più elevato dopo il 2010 (0,60 euro) e fra i migliori in assoluto nel settore delle Compagnie aeree. I trend in Borsa sono ben definibili per questo titolo, che alterna fasi nettamente ribassiste a fasi decisamente rialziste. Dall’estate del 2012 ha quasi triplicato la propria quotazione, pur con momenti alterni a metà del 2013. Da alcune sedute Lufthansa soffre della debolezza del Dax e la amplifica, anche perché la complessa situazione in Ucraina potrebbe incidere pesantemente sui fatturati estivi, visto l’importante ruolo svolto dai mercati dell’Est Europa. Si tratta di un’azione su cui puntare soltanto quando il quadro geopolitico si sarà rasserenato. Comunque si sta muovendo in questo periodo fra un solido supporto a 17,77 euro e una resistenza a 20,26 euro (ieri in chiusura 18,39 euro).

RYANAIR: GIA’ RAGGIUNTA LA QUOTA MASSIMA? DA COMPRARE SE SCENDE UN PO’

Negli ultimi due anni la quotazione di Ryanair in Borsa è più che raddoppiata: da 3 a oltre 7 euro

Ryanair è salita molto in alto: da 3 a 7,25 euro in due anni.

Il successo commerciale si accompagna a un ottimo andamento in Borsa (quotazione a Dublino-Irlanda). Da qualche tempo il titolo ha dimostrato di essere assai reattivo ed è questo il suo solo punto debole, ma anche inevitabile quando un’azione è salita in due anni da 3 a 7,25 euro. La sensibilità è dovuta agli annunci di revisione al ribasso degli utili, fattore maggiormente decisivo per Ryanair rispetto a quanto avviene per Air France e Lufthansa. Nell’autunno dello scorso anno il fenomeno si è manifestato in maniera netta, quando la società ha dichiarato di ridurre frequenza dei voli e prezzo dei biglietti, sebbene con un impatto modesto. Il 2013 – dati riferiti ai primi 9 mesi – si è chiuso comunque con un fatturato in crescita del 4%, ma con profitti in calo dell’8%. L’Eps (utili per azione) resta ottimo, attestandosi a 0,40 euro contro gli 0,43 del 2012. La politica di distribuzione dei dividendi è nota: non se ne riconoscono agli azionisti, che si avvantaggiano di una strategia di sviluppo della società, cui vanno rivolte tutte le risorse disponibili. Ciò nonostante l’anno scorso sono stati annunciati un piano straordinario di riacquisto di azioni e un dividendo straordinario da distribuire nel corso del 2014. Ecco il perché della corsa del titolo in Borsa ed ecco il perché bisogna cominciare a valutare se l’ascesa non sia stata eccessiva. Nelle ultime sedute l’azione Ryanair è caduta di oltre 0,50 euro, ma ciò dipende soprattutto dalle incertezze dei mercati finanziari e dalle tensioni geopolitiche. Un’accentuazione del ribasso potrebbe essere una buona occasione per rientrare su un’azienda che è anche un caso quasi unico nell’economia europea.

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