Le banche europee stanno per essere severamente regolamentate dalla UE nella loro operatività di trading: la vera notizia del giorno dell’Epifania è questa, sebbene ancora circondata da tante indiscrezioni. Ciò si tradurrà in niente più transazioni speculative dal 2018, se non per conto dei clienti; e dal 2020 in una possibile separazione delle attività di investimento più rischiose da quelle di attività creditizia vera e propria. Una vera rivoluzione, che potrebbe determinare impatti negativi sui bilanci di molti istituti. La novità, anticipata nelle ultime ore, non ha però causato influssi sfavorevoli in Borsa. Anzi, l’opposto! Proprio ieri, infatti, sono state le banche ad aver dominato la scena del Ftse Mib (+0,63%), unico listino realmente positivo in Europa assieme all’Ibex spagnolo (+0,9%), con Banco Popolare, Mediobanca, Unicredit e MPS ai vertici, sebbene per vicende diverse. Solo in parte la spinta deriva dal miglioramento dello spread Btp-Bund. E a livello europeo? Quasi ovunque ha spadroneggiato il rosso, ma le banche hanno ben figurato. Sull’Eurostoxx 50 quattro dei cinque migliori titoli sono stati bancari (al top Unicredit), sul tedesco Dax in vetta Commerzbank, sul francese Cac spicca Credit Agricole e sullo spagnolo Ibex protagonista con un +7% il  Banco Popular (nella foto il presidente Angel Carlos Ron Guimil).

E SE LA SPAGNA TORNASSE AI VERTICI?

Proprio la performance super della banca iberica porta in primo piano la Borsa di Madrid, che potrebbe essere protagonista assoluta del 2014. Il terreno da recuperare, rispetto agli anni d’oro, è abissale: oggi il listino gira sui 9900 punti, contro gli oltre 15.000 punti del 2007, certamente impossibili da riconquistare nel breve periodo. Ma gli 11.000 e poi i 12.800 punti sono traguardi probabili nel corso del 2014, se non si determineranno situazioni politiche destabilizzanti e se l’economia spagnola tornerà a crescere con regolarità. Non ci si illuda comunque che tutto il listino abbia ancora forti margini di crescita, perché non poche azioni hanno fortemente accelerato negli ultimi mesi, portandosi su quotazioni elevate.