L’ottimismo prosegue e tocca tutte le Borse europee, con le periferiche in prima linea. Bene quindi Italia, Spagna e Portogallo, favorite da un’atmosfera molto più propizia, con l’inflazione che resta bassa, il rendimento dei titoli di Stato in forte contrazione e segnali qui e là di una ripresa economica, per quanto timida. Oggi – dopo aver indicato ancora una volta le banche come protagoniste della giornata borsistica in Europa, con balzi davvero significativi su tutti i listini, vale la pena distogliere l’attenzione dalla stringente attualità e dedicarsi a un mercato – come già segnalato – che potrebbe regalare ulteriori buone soprese nel 2014: la Borsa di Madrid.

C’E’ CHI HA VIAGGIATO TANTO E CHI MENO

Ieri hanno corso, oggi hanno galoppato: le banche spagnole hanno certamente spazi di potenziale crescita dopo i crolli degli ultimi anni.

Banco Popular (sigla POP) non è molto lontana dai minimi dell’estate 2013. La quotazione attuale di 4,8 euro la colloca quasi a metà strada rispetto alla prima vera resistenza, situata a 9 euro. Nel 2010 girava sui 15 euro. E’ poco probabile che questi valori siano alla portata di mano nei prossimi mesi, ma i margini di recupero risultano notevoli.

Situazione simile per Bankia (sigla BKIA), sebbene questo istituto abbia attraversato una fase di forti difficoltà. Il grafico di lungo periodo evidenzia un crollo quasi irreversibile, ma il trend di breve è più ottimista, con un rimbalzo iniziato sui 0,90 euro, a fine dicembre, e che sta proseguendo fino agli attuali 1,24 euro.

BBVA (sigla BBVA) è uno dei titoli più volatili del settore bancario, con violenti cali e altrettanto veloci rimbalzi. E’ stata una delle prime a riprendersi dal declino dello scorso anno e ha già raddoppiato la quotazione nell’arco di pochi mesi. Oggi ha tentato un allungo sui 9,2 euro ed è prossima ad alcune resistenze forti: solo il superamento dei 9,96 euro darà un’ulteriore prova di forza.

PER CH VUOLE PESCARE IN BASSO

Se alcuni titoli hanno sofferto poco della crisi del listino spagnolo, altri invece restano ancora su quotazioni bassissime e quindi – almeno in teoria – presentano margini di consistente ripresa. Citiamo, per esempio, Sacyr (sigla SCYR), attiva nel settore delle infrastrutture e dell’immobiliare, fra l’altro impegnata in una delicata vertenza per l’ampliamento del canale di Panama: rispetto agli 1,24 euro di luglio 2013 il titolo quota sui 3,5 euro e ha margini per crescere oltre i 5 euro. Situazione simile per Abengoa (sigla ABG), presente nei settori delle telecomunicazioni, dell’energia e dei trasporti: anche in questo caso l’analisi tecnica porta e prevedere spazi di salita rilevanti rispetto alla quotazione attuale dei 2,53 euro. Il primo vero ostacolo è una resistenza a 3,12 euro, ma ci potrebbero essere margini per un allungo a 3,6 euro. Infine Iberdrola (sigla IBE), maggiore azienda di distribuzione di energia elettrica e gas in Spagna: il balzo in avanti dalla primavera 2013 è stato regolare, sebbene caratterizzato da pause di consolidamento. Oggi si è appoggiata sui 4,7 euro, ma un allungo fino a 5,5 euro è probabile.

PUNTARE SUI GRANDI

Il mercato spagnolo è caratterizzato soprattutto dalle grandi capitalizzazioni, più diversificate come settori di attività rispetto all’Italia e attive anche in molti mercati emergenti del Centro e Sud America. Le capacità di crescita appaiono di tutto rispetto e le ottime performance delle ultime sedute ne sono una conferma. Sui mercati europei è qui (oltre che in Italia) che ci sono ancora margini di consistenti allunghi. Delle vere occasioni – da valutare attentamente – che potrebbero costituire il “tesoro” borsistico da scoprire nel 2014.

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