Mercati azionari oggi fermi al palo, mentre in sottofondo si sentiva il rumore assordante del rientro in scena – alla grande – delle materie prime. E così – dopo aver ricordato che il listino principale di Milano, il Ftse Mib, ha chiuso in rosso, con un calo dello 0,2% – protagonisti sono stati gli Etc, sui quali si ritrova un movimento doppiamente positivo per chi sia stato capace di cavalcare in questi giorni i “long” (al rialzo) e gli “short” (al ribasso) sulla stessa commodity, per esempio il gas naturale, diventato molto volatile. Oggi la scelta era “long” e infatti il Boost Natural Gas 3x Leverage (a leva 3) ha guadagnato il 9% (a 110,99 euro), non sfruttando appieno la pressione dei relativi future, che hanno accelerato nella fase finale di giornata.

LA TAZZINA DI CAFFE’ OGGI E’ DIVENTATA PIU’ CARA

Impressionante il rimbalzo del caffè, il cui future con scadenza maggio ha registrato un altro balzo del 7,7%; il relativo Etc a leva alla Borsa di Milano ha corso del 15,8%, salendo a 7,595 euro, ovvero quasi ai massimi dell’ultimo anno, dopo una fase depressiva durata vari mesi. Gli eccessi si compensano sempre ed era inevitabile che il caffè tornasse a quotazioni più consone ai trend passati, ma in questi giorni la situazione evidenzia un rimbalzo oltre ogni attesa. Bene anche lo zucchero, il cui Etc a leva è avanzato del 4,4%.

FRA LE AZIONI SOLO A2A HA TROVATO SMALTO

Nella scialba giornata milanese, condizionata anche dai tempi più lunghi del previsto per la formazione del nuovo Governo, bene solo A2A nel listino principale, con una performance del 5,2%. Eppure l’annuncio dei risultati preliminari per il 2013 non ha soddisfatto appieno. I ricavi sono in flessione del 13%. E allora? Il calo dipende da una scelta della società di ridurre l’attività di intermediazione del gas sui mercati all’ingrosso. Allo stesso tempo il margine operativo lordo è cresciuto del 6% e il debito è sceso. In una giornata senza spunti al mercato è sembrato che queste notizie fossero soddisfacenti e gli acquisti si sono concentrati su A2A.

TENARIS CADE PER VICENDE ESTRANEE ALL’AZIENDA

Un calo così forte per una notizia importante, ma tutto sommato esterna al gruppo, non si attendeva: Tenaris  ha perso il 6,94% (a 15,96 euro) dopo la decisione degli Usa di non imporre dazi antidumping alla Corea, principale importatore di tubi nel mercato americano. Dopo la rincorsa dei giorni precedenti, in calo anche Bialetti (-8,8%), titolo che era quasi diventato un caso da manuale.

VANNO GIU’ LE BANCHE IN EUROPA

La vera delusione della giornata è venuta però dalle banche, che sull’Eurostoxx 50 si sono piazzate ai primi quattro posti delle top al ribasso, con una rappresentanza molto internazionale, costituita dall’italiana Unicredit, dalla francese Société Generale, dall’olandese Ing e dalla tedesca Deutsche Bank.

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