Solo incertezze nella ricerca di notizie certe che non arrivano. Può sembrare un concetto confuso, ma è esattamente la situazione presente sui mercati. Wall Street di sicurezze non ne ha date e così – come dicono i gestori – la giornata è stata atona, cioè monotona (il nostro Ftse Mib ha chiuso a +0,09%). Siccome a chi investe in Borsa questi termini non piacciono siamo andati a cercare storie significative, capaci di dare un po’ di sprint. Eccole

LE SPECIALISTE DI ORO E ARGENTO SALGONO, SALGONO…

Una quindicina di titoli superava il +10% a metà seduta a Wall Street. Fra questi segnaliamo una piccola capitalizzazione, Avino Silver & Gold Mines (quotata all’Amex con sigla ASM), società canadese specializzata nell’estrazione di oro e argento. Oggi saliva del 20%, ma il trend delle ultime settimane è stato verticale: dal 17 gennaio ha più che raddoppiato il suo valore. E’ un titolo certamente marginale, ma rappresentativo di un movimento che sta interessando l’intero comparto estrattivo dei metalli preziosi.

In Europa il gigante Fresnillo, quotato a Londra con sigla FRES (nella foto la miniera di Cienega, in Messico) è passato in poco più di una settimana da 792 a 970 pence. E tutti gli altri leader del settore hanno tratto vantaggio del rimbalzo di oro e argento. Il che dipende dall’incremento della domanda, che riporta molte aziende a conseguire utili, dopo una fase di forte incertezza.

IL RISVEGLIO DEI TELEFONICI 

Un altro settore attivo oggi è stato quello della telefonia. A Londra British Telecom è salita del 3,6%, proseguendo in un movimento positivo in corso da giorni. A Parigi Orange (ex France Telecom) ha segnato un progresso dello 0,87%. A Francoforte Deutsche Telekom è stata in verde per tutta la giornata, chiudendo con un +0,7%. A Milano si è registrato interesse per Telecom Italia (+1,22% a 0,8715 euro), dopo le notizie di stampa di un possibile interesse di Ei Towers (gruppo Mediaset) e della spagnola Abertis sulle torri della stessa Telecom e di Wind. Sulla prima delle due società da notare la dichiarazione dell’amministratore delegato, Marco Patuano, che ha sostenuto: “Non ci sono state offerte o discussioni sulla vendita di Tim Brasil”. E’ la pura verità?

COCA COLA “PUNITA” DAL MERCATO PER UN CENT IN MENO DI UTILE PER AZIONE!

L’esasperazione delle trimestrali è quanto le Borse temono di più. Oggi si è manifestata un’altra volta: Coca Cola ha deluso. In cosa? L’eps, cioè l’utile per azione, è sceso da 47 cents, nelle previsioni degli analisti, a 46 cents. Una vera inezia, tradottasi in una perdita di quasi il 4% nelle quotazioni al Nyse.  La notizia dimostra quanto i mercati abbiano i nervi tesi, compressi fra la tanta liquidità presente nelle tasche dei grandi investitori e il dubbio che le quotazioni attuali siano troppo elevate. Una bella e sana correzione ci vorrebbe davvero. Quando arriverà?

Photo: courtesy Fresnillo