Milano sta ferma (+0,02%), mentre l’Europa arretra, ma marginalmente. La chiusura oggi dei listini Usa per festività (Martin Luther King’s Day) ha spento ogni entusiasmo, ma i motivi di ripensamento sono ben altri. Una serie di fattori coincidenti ha colpito la tedesca Deutsche Bank, in calo – in una sola giornata – del 5,5% (nella foto la trading room di Francoforte). Le origini sono presto spiegate: annuncio a sorpresa di una perdita di 1,15 miliardi di euro, nel quarto trimestre 2013, per pesanti costi di ristrutturazione; sanzioni in seguito a una vicenda, assieme ad altri istituti di credito, di manipolazione dei tassi Euribor; possibile piano di riorganizzazione nel corso del 2014. Un problema solo di DB? Si direbbe proprio di no, valutando il quadro generale delle altre azioni bancarie.

IL TIMORE DELLE RICAPITALIZZAZIONI FRENA IL SETTORE

I due peggiori titoli tedeschi sono stati DB e Commerzbank; il peggiore in Gran Bretagna Barclays; i peggiori in Italia cinque banche (B.P. Milano -5,9%, Ubi Banca -4%, Banco Popolare -3,06%, Mediobanca -2,5%, B.P. Emilia Romagna -2,2%). E il quadro potrebbe proseguire in altri mercati, salvo in Francia. Cosa succede? Niente di grave, salvo i timori di un quadro generale di ricapitalizzazioni, che potrebbe coinvolgere quasi tutte le banche del Continente. C’è chi parla della necessità di reperire quasi 800 miliardi di euro e chi di 200. Nella confusione il mercato vende i titoli del settore. Gli stessi che comprava a larghe mani fino a venerdì scorso. Quindi il tutto potrebbe essere un eccesso, sull’onda delle notizie diffuse dai media. Domani si vedrà se è l’inizio di una svolta.