L’imminente Ipo della cinese Alibaba – nome ripreso da una nota favola dall’antica letteratura persiana – a Wall Street, dove ha presentato la documentazione per la quotazione (nella foto un interno del quartier generale cinese di Hangzhou) potrebbe ridare slancio ai titoli tecnologici, dopo un periodo piuttosto deludente. La società asiatica è infatti un intreccio fra il modello Amazon (e-commerce) e lo schema Pay-Pal (sistemi di pagamenti), ma dietro le spalle dispone di un mercato da oltre un miliardo di persone, quello appunto dell’ex Impero Celeste.

PUNTI FORTI E PUNTI DEBOLI DI UN TITOLO TUTTO DA SCOPRIRE

Alibaba è sconosciuta in Europa e in parte anche negli Usa. Ciò non esclude che abbia prospettive per riservare gradevoli sorprese a chi l’acquistasse, così come accaduto per esempio per l’altra cinese Baidu (sigla BIDU al Nasdaq – attività provider di Internet), passata dai quasi 13 dollari di inizio 2009 ai 154 del 2011. E’ vero che c’è una differenza: quest’ultima è disponibile come Adr (American depositary receipt), cioè con uno speciale certificato che rappresenta azioni estere depositate presso una banca negli Usa. In concreto però viene trattata in Borsa come una normale azione e può essere acquistata attraverso qualsiasi piattaforma di trading in Italia. Molti pure gli investitori di casa nostra che negli anni scorsi hanno cavalcato Baidu sia per trading di corto sia per posizioni di lungo. Alibaba invece sarà quotata direttamente, come prima Borsa, a Wall Street. Quali sono i suoi pregi e difetti? Li abbiamo riassunti per consentire una valutazione a chi volesse esporsi su un titolo altamente speculativo.

Plus

Si tratterà forse della maggiore Ipo degli ultimi anni nel settore tecnologico, con un’operazione prevista fra 15 e 25 miliardi di dollari. Facebook si limitò a 16 miliardi nel maggio 2012.

● La capitalizzazione ha potenzialità per salire – in presenza di mercati in crescita – fino a 200 miliardi di dollari.

I dati finanziari del gruppo non sono chiari. Yahoo, che detiene un quarto del capitale di Alibaba, parla di risultati eccezionali: +60% il fatturato 2012-2013 e +110% i profitti.

● Gli utili sarebbero otto volte maggiori rispetto a quelli di Amazon.

Minus

● Il gruppo è composto da diverse attività, con varie società controllate. Finora non è chiaro in cosa consisterà l’Ipo: l’intero business o solo quello riferito alla capogruppo Alibaba?

● Il mercato statunitense è stanco di Ipo miliardarie. Negli ultimi anni sono state oltre 100 e spesso si è assistito a una fase euforica il primo giorno di quotazione e a un successivo flop. Questa volta cosa succederà?

● Tutto quanto è cinese comincia a sollevare interrogativi negli Usa e altre Ipo di società di Pechino e dintorni sono state annullate o rinviate. Alibaba è convinta invece che il 2014 sia una buona scelta per il suo esordio.

● Non sono esplicite le prospettive di crescita del business in Cina.

● Yahoo cederà – con l’introduzione in Borsa di Alibaba – il 40% della sua partecipazione in quest’ultima. Quali effetti comporterà tale decisione sull’Ipo? Per ora impossibile ipotizzarlo.

MEGLIO ASPETTARE. MA TUTTO DIPENDERA’ DAL PREZZO DI OFFERTA

Anche gli analisti più attenti al settore sono incerti. I risultati dipenderanno dagli umori di una Borsa americana ambigua. Forse, nel caso di questa Ipo, converrà attendere le prime evoluzioni del mercato. Fiammate iniziali sono possibili, ma la prospettiva di un calo successivo delle quotazioni – come avvenuto in altri casi – è probabile. Tutto verrà comunque dal prezzo di offerta dell’Ipo. Per ora c’è tanto interesse, ma pure una certa nebbia. Probabilmente è meglio aspettare che i cieli di Alibaba si schiariscano.

Photo: alibaba.com