Altri fondi americani entrano in scena nelle banche italiane: tocca ancora una volta al Monte dei Paschi (oggi +4,87% a 0,265 euro) e gli acquirenti sono quasi sconosciuti. Si tratta di Fintech Advisory e Btg Pactual Europe, che fanno proprie quote per il 6,5% del capitale dell’istituto senese. In realtà protagonista della seduta a Milano (+0,90% a 21.692 punti) è stata anche oggi Banco Popolare (+15,8% a 15,78 euro), nel primo giorno di aumento di capitale (nella foto la sede di una delle banche del gruppo, la Popolare di Novara). Il motivo del vero e proprio botto al rialzo riguarda però una dichiarazione dell’amministratore delegato Saviotti secondo cui ci sarebbe un interesse di fondi stranieri per una partecipazione nella banca. L’effetto? Benzina sul fuoco. E viene da domandarsi se dietro la vera e propria scalata del settore in Italia da parte di capitale straniero non ci sia una strategia ben orchestrata e partita da lontano. Perché da noi e non in Francia o in Spagna? Qualcuno sa o vuole rispondere?

AUMENTI DI CAPITALE AL VIA

Banco Popolare: una reazione così violenta, proprio in occasione della partenza di un aumento di capitale, è realmente anomala, anche perché l’istituto ha annunciato i risultati 2013: la perdita è stata di 590 milioni di euro, con Core Tier 1 al 9,7%. Di che si tratta? Dell’indicatore di solidità patrimoniale. Quando si colloca intorno al 9% richiede una ricapitalizzazione. E’ proprio quello che sta facendo la banca.

MPS: la relativa Fondazione è ormai quasi totalmente uscita dal capitale. E la presenza dei fondi porterà certamente a risultati di bilancio migliori. Il 2013 si era chiuso con un consolidato di 1,42 miliardi di perdita rispetto agli oltre 3 miliardi del 2012. Il Core Tier 1 è al 10% e l’aumento di capitale dovrebbe partire a maggio.

CHE COSA DICE L’ANALISI GRAFICA

Banco Popolare – Un aumento di capitale comporta una variazione di prezzo. E’ quanto accaduto oggi: il balzo del 15,8% si riferisce al prezzo teorico dopo stacco del diritto, che ha causato un calo del 12,33% (ripartenza da 13,63 euro). L’analisi grafica ne è quindi inevitabilmente rettificata, ma la candela verde odierna riporta il titolo sui minimi dell’ultima settimana, il che avviene di rado in presenza di queste operazioni. E’ un inesorabile segnale di forza che conferma il trend al rialzo in atto da inizio febbraio. Se si realizzasse l’ufficializzazione di una cessione di quote a un fondo, la pressione aumenterebbe e l’azione potrebbe superare i massimi dell’ultimo periodo, sui 18 euro. Da notare tuttavia la presenza di una resistenza abbastanza forte sui 16,6 euro.

MPS -  In questo caso l’aumento di capitale è ancora relativamente lontano e l’azione risente soltanto della speculazione relativa a tutto quanto sta avvenendo intorno alla banca. Qualche seduta debole è ora possibile, ma il trend di medio propende per il proseguimento di un rialzo durato alcune settimane. La volatilità del titolo è aumentata, sebbene tutti gli indicatori siano favorevoli e in particolare si assista a un rialzo della media mobile a 200 sedute, assai significativa.

PER ENTRAMBI LA FORZA C’E’, MA POTREBBE SMORZARSI 

I due titoli sono sottoposti a pressioni all’insù per motivi puramente societari e non di miglioramento dei parametri di bilancio. Il primo passaggio è inevitabile per giungere al secondo. Il trend di lungo termine sarà quindi molto positivo, anche perché i due titoli sono reduci da pronunciate fasi ribassiste. Dopo gli aumenti di capitale una stabilizzazione sarà però inevitabile (e auspicabile).