Da giorni è il tema ricorrente del settore. Il nuovo Risiko bancario, indotto dal decreto che vuole trasformare le Banche Popolari in spa, sta agitando i mercati nelle ultime sedute, con rimbalzi anche corposi dei titoli direttamente interessati. Difficile dire se sia un movimento giunto al termine o l’inizio di un “rush” che potrebbe ampliarsi, sebbene la maggior parte degli analisti esprima ottimismo e ritenga che fusioni e acquisizioni saranno all’ordine del giorno nei prossimi mesi. Lo confermano le voci di creazione di una SuperPopolare, ovvero di una banca nata da un matrimonio tra due o tre protagoniste del comparto. Il quadro attuale delle quattro più papabili star del Risiko vede questa situazione.

BANCO POPOLARE – Il superamento ieri della resistenza posta sui 12,6 euro è decisivo per la prosecuzione di un rimbalzo partito a metà gennaio, ma i margini teorici di avanzamento sono “illimitati”, perché il titolo ha sofferto tantissimo negli ultimi anni. Dopo i picchi della scorsa primavera, il Banco si è dimostrato nervoso in un trend al ribasso. L’avere superato i 12,6 euro è importante, trattandosi di una barriera decisiva; il percorso futuro sarà rallentato da altre resistenze, situate a 13,1, poi a 13,7 e infine a 14,8 euro. Un coinvolgimento nella “Super Popolare” potrebbe spingere oltre i corsi, sempre che la creazione di un nuovo istituto sia realmente vincente, per il peso degli altri partner.

BANCA POPOLARE DI  MILANO – E’ ormai da un anno che il titolo sale, ma lo strattone delle ultime settimane conferma che il mercato punta su una fusione. D’altra parte i tavoli aperti sono vari; alcuni analisti scommettono su un matrimonio con Banca Popolare dell’Emilia Romagna, il che consentirebbe rilevanti sinergie. Comunque sia, a 0,90 il titolo incontrerà una forte resistenza, che sarebbe sforata con violenza se giungessero notizie precise sui progetti in corso.

BANCA POPOLARE EMILIA ROMAGNA – Anche in questo caso il mercato investe da tempo in previsione di operazioni straordinarie. E lo fa con una forza superiore rispetto alle altre Popolari. La media mobile a 200 sedute – importante indicatore di trend – è stata superata da poco, così come ieri la resistenza dei 6,8 euro, oltre la quale il titolo non dovrebbe trovare ostacoli nel suo cammino.

UBI BANCA– Nel processo di aggregazione viene vista in avvicinamento a Banco Popolare. E’ solo un’ipotesi, indubbiamente interessante. Dal punto di vista borsistico il titolo vive comunque una fase volatile, per varie vicende. Veloci rimbalzi e conseguenti ribassi caratterizzano il titolo dalla scorsa primavera, in un range compreso fra 5,4 e 6,6 euro. Proprio quest’ultimo livello si dimostrerà decisivo nel proseguimento di un trend che potrebbe portare l’azione oltre 7 euro.

PER ENTRARE SU QUESTI TITOLI C’E’ ANCORA SPAZIO

La forza espressa dalle quattro azioni negli ultimi mesi è stata rilevante. Questo non esclude che la direzione rialzista possa proseguire, sulla spinta di due fattori, il primo – cui abbiamo accennato – relativo all’aggregazione fra istituti e il secondo riferito al Quantitative Easing della BCE. E’ indubbio che l’effetto di indiscrezioni o notizie accelererà un movimento che per alcuni di tali titoli ha forti margini per concretarsi. L’unico problema è rappresentato da una possibile esclusione di una o più popolari dal Risiko. In tal caso la reazione ribassista potrebbe essere consistente.