Questa materia prima energetica – le cui quotazioni riguardano gli Stati Uniti (nella foto un impianto in North Carolina)  – sta letteralmente spiazzando i mercati, con fenomeni di violenti alti e bassi, che i prodotti a leva amplificano in misura talvolta clamorosa. Trattandosi di un Etc assai trattato dagli investitori italiani, vale la pena analizzarlo con una certa attenzione, anche perché l’inverno si avvicina e con la stagione del freddo e della neve il consumo di gas aumenta vertiginosamente.

ATTENZIONE ALLA SOGLIA DEI 4,276 DOLLARI DEL FUTURE AMERICANO

La vera prova di forza, guardando al “future” di riferimento, sta nel superamento del livello dei 4,276 dollari, ancora molto lontano rispetto alle quotazioni delle ultime sedute, comprese fra 3,6 e 3,75 dollari. Gli analisti osservano che le previsioni di una prima quindicina di dicembre piuttosto tiepida negli States portano a esprimere prospettive timide per questa materia prima. La produzione è ancora elevata rispetto alla domanda e il picco dei prezzi di solito si registra a gennaio. Ciò vuol dire che i segnali sono di debolezza, ma attenzione a improvvisi rimbalzi, che potrebbero realizzarsi già sul finire del mese. Sempre che freddo e neve congelino pianure e città statunitensi.

photo credit: Duke Energy via photopin cc