Non sa cosa fare in un mercato finanziario schiacciato da notizie altalenanti: l’oro è lo specchio dell’incertezza attuale. Ieri gli analisti attribuivano le esitazioni del metallo giallo, fermo a 1.236 dollari, alle parole – pronunciate in serata dalla Yellen, governatore della Fed – sul rialzo dei tassi oltre Oceano. Ieri la motivazione era di natura valutaria (il dollaro forte schiaccia l’oro) e l’altro ieri dipendeva dalle previsioni di alcune banche su un 2015 deludente. Ogni giorno porta la sua spiegazione, ma intanto il grafico del relativo “future” è fermo, almeno nelle ultime ore, con movimenti marginali, dopo un periodo particolarmente negativo. L’unico rinvigorimento si era visto in occasione dalle mosse delle Bce, con il quasi azzeramento dei tassi di interesse nell’area euro, presto però soffocato da ben altre incertezze.

CHE COSA DICE L’ANALISI TECNICA

Il momento è davvero ostile per l’oro e il fatto di aver perforato con forza supporti importanti e di aver lasciato alle spalle la media mobile a 200 sedute conferma che il segno meno vuole avere il sopravvento. Adesso c’è una barriera a 1225 dollari che sta rallentando la discesa, sebbene con scarsa convinzione. Se forata, il “gold” potrebbe scendere a 1195 dollari, cioè sotto il livello determinante – dal punto di vista psicologico – dei 1200 dollari, il che riporterebbe indietro il pendolo di parecchi anni. In molti attribuiscono la causa di questo crollo alla forza del dollaro, che indiscutibilmente è un fattore negativo per le materie prime di ogni tipo. La sua crescita rende più costoso l’acquisto dei metalli preziosi, allontanando dal mercato soprattutto la clientela asiatica, da sempre propensa a investire in oro.

TORNERA’ A 1000 DOLLARI?

Da tempo c’è chi prospetta che un livello di assestamento si collocherà sui 1000 dollari, grazie a complesse e articolate valutazioni sul rapporto fra andamento della valuta verde, curva dei tassi Fed e trend del mercato aurifero. E’ difficile giudicare l’esattezza di tali indicazioni, anche perché, se si analizzano i report più autorevoli delle grandi banche internazionali per i prossimi anni, si verificano scostamenti di centinaia di dollari! C’è chi lo dà a 1000/1200 dollari e chi lo vede a 1600/1800 dollari. Una vera confusione di pronostici, che non fanno bene al piccolo e medio investitore, incerto sul da farsi.

IL CONSIGLIO OPERATIVO

Il consiglio migliore – in situazioni di questo tipo – è di seguire l’andamento del “future” giorno per giorno, investendo solo in presenza di segnali chiari sia al rialzo sia al ribasso. Meglio restare fermi in presenza di situazioni di incertezza e poi muoversi quando le avvisaglie sono ben comprensibili, sfruttando anche gli ETF e i certificati a leva long (al rialzo) o short (al ribasso), numerosi e abbastanza liquidi sul mercato italiano.

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