Tutto al contrario di come ci si aspettava. La Borsa brasiliana sta correndo come un levriero. Il “rush” è iniziato nello scorso mese di marzo e gli Etf di riferimento – quotati in Borsa Italiana – ne risentono molto positivamente. Oggi sono stati loro i protagonisti assoluti della seduta riguardo a questa categoria di strumenti finanziari. Intanto il Bovespa, listino di San Paolo, è salito dai 45.700 punti di marzo agli attuali 61.290 e potrebbe tornare verso i 68.000, toccati all’inizio del 2012. Eppure le notizie economiche sono pessime, a causa di una recessione violenta, confermata dai continui cali del Pil, ormai negativo dello 0,9% (nella foto Marina Silva, sfidante di Dilma Roussef alle imminenti presidenziali).

EFFETTO OLIMPIADI, MA INFLAZIONE E TASSI SONO ALLE STELLE

Tutto questo succede in presenza di un’inflazione alle stelle (6,5%) e di tassi di interesse elevatissimi. La disoccupazione resta tuttavia bassa e l’effetto Olimpiadi 2016 si fa sentire abbastanza positivamente, benché il ritardo accumulato nella realizzazione delle relative opere sia davvero preoccupante. D’altra parte però il calo degli investimenti conferma un quadro generale incerto. Insomma luci e ombre.

IL REAL BRASILIANO SALE RISPETTO ALL’EURO

Gli analisti brasiliani ritengono che lo strano contrapporsi fra un’economia balbuziente e una Borsa squillante sia l’effetto del rafforzamento del real rispetto alle maggiori valute occidentali, dollaro ed euro in primo piano, a seguito dell’afflusso di capitali soprattutto dal Nord America, attratti da rendimenti record. Sul dollaro

il trend è meno rilevante in confronto a quanto avviene per l’euro: negli ultimi giorni la moneta europea ha perso molto rispetto alla divisa brasiliana, riportandosi vicino al livello dei 2,9 real, quando solo a maggio quotava sui 3,1. La colpa è da attribuire alle incertezze della Bce nell’avviare un piano di interventi a sostegno dell’economia continentale più che alla forza reale della valuta sudamericana. Attenzione quindi a possibili violente reazioni, nel caso Draghi annunciasse nei prossimi giorni decisioni più concrete di quelle viste finora.

MARINA SFIDA DILMA, PER LA PRESIDENZA BATTAGLIA TUTTA AL FEMMINILE

L’elemento di traino della Borsa viene anche dalla prospettiva di un cambiamento ai vertici dello Stato. Il 5 ottobre si voterà per le presidenziali e la lotta è molto aperta fra l’attuale numero uno del Paese, Dilma Rousseff, e Marina Silva, ex ministro dell’Ambiente del Governo Lula da Silva (2003-2011), figura di secondo piano nella campagna fino al 13 agosto, quando un incidente aereo ha causato il tragico decesso del candidato socialista, Eduardo Campos. I pronostici parlano di un pareggio al primo turno e di un possibile successo della Silva al secondo. Ciò costituirebbe l’accelerazione verso una politica economica più incisiva, che è esattamente quanto si attendono i mercati. La corsa del Bovespa nel frattempo potrebbe interrompersi di colpo, in base alle previsioni di alcuni sondaggisti: quindi un po’ di prudenza è consigliabile fino al 5 ottobre. Poi si vedrà.

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