I movimenti di ieri per capire quelli di oggi: prima dell’apertura dei mercati, l’analisi della giornata precedente.

E’ un segnale di ripresa per l’economia mondiale? Forse sì, perché lo sprint fatto registrare alla Borsa di Milano da un Etf abbastanza anomalo, il Lyxor Msci All Country World, con un +4,38%, è un indizio favorevole, avendo come sottostante un indice azionario composto da circa 2450 società a media e alta capitalizzazione quotate sulle Borse di 45 Paesi, dei quali 24 sviluppati e 21 emergenti. Se un simile contesto cresce vuol dire che il clima cambia e di certo in direzione positiva. E che non si tratti di un semplice rimbalzo lo dimostra il fatto che questo Etf è ai massimi da gennaio 2012. Certo l’apporto del gestore è determinante, ma a spingere le quotazioni contribuiscono in primo luogo i risultati di così tante Borse del mondo. Sul fronte dei ribassi si evidenzia il segno meno per ben tre Etf riferiti alla Turchia, dove le tensioni politiche degli ultimi giorni si ripercuotono sull’Istanbul National Index, inserito in un canale ribassista, malgrado il piccolo rimbalzo della prima decina di sedute di settembre.

SUL FRONTE ETC ANCORA L’ARGENTO PROTAGONISTA. MA IN NEGATIVO

Segna un -3,22% l’Etfs Leveraged Silver, cioè a leva sull’argento, ormai in calo dal 3 settembre, dopo un rimbalzo che lo aveva riportato dai minimi di 10,375 euro a quota 17. Si sperava nella fine di una fase negativa durata quasi un anno, ma la spinta al ribasso è ripartita. E il relativo future, quotato al Mercantile New York, ha lasciato sul terreno un 1,94%, mentre l’oro è sceso a 1308,4 dollari l’oncia, perdendo uno 0,89%. L’Etfs Leveraged Gold ha tradotto questa discesa in un -1,95%. Fra i rialzi si segnala invece un +3,62% dell’Etfs Soybeans (semi di soia) e inevitabilmente un +2,35% del DB Monthly Short Silver, strumento inverso all’andamento dell’argento.

BASSA VOLATILITA’ PER UN NUOVO ETF SULLE MATERIE PRIME

Ha esordito a Borsa Italiana l’Ossiam Risk Weighted Enhanced Commodities except grains, il cui indice ha l’obiettivo di misurare la performance di un paniere di materie prime, appartenenti all’S&P GSCI Commodity Index, esclusa la sottocategoria “Grains”. La particolarità consiste nel minimizzare la volatilità, risultato ottenuto con una metodologia particolare. Alla fine di ogni mese viene calcolata la volatilità dell’anno precedente di tutti i diversi sottoindici (dal petrolio al gas naturale, dai bovini al cacao e dall’alluminio all’oro, e ne citiamo solo alcuni), poi ponderati in modo inversamente proporzionale all’indice di variazione dei prezzi nel tempo. Quelli che hanno volatilità più bassa dispongono di un maggiore peso all’interno dell’indice. Inoltre viene preso in considerazione l’eventuale effetto contango o backwardation. L’Etf è espresso in euro, ma l’indice è in dollari Usa. I dividendi sono a capitalizzazione. Ossiam è una filiale della banca d’affari francese Natixis, appartenente al gruppo Bpce.

photo credit: Augapfel via photopin cc