I movimenti di ieri per capire quelli di oggi: prima dell’apertura dei mercati, l’analisi della giornata precedente.

Materie prime in evidenza ieri per Etf ed Etc alla Borsa Italiana. E’ su questo fronte che si sono registrati i movimenti più significativi, con segno sia più sia meno. In realtà sono stati i ribassi a essere i protagonisti della giornata, con l’effetto leva dei “leveraged” ( quelli che amplificano l’andamento dei mercati) a imprimere veri e propri crolli ai relativi strumenti riferiti ad argento (-8,05%), oro (-4,65%), platino (-4,64%) e rame (-4,1%). Poi un “physical” – cioè un Etc garantito con un sottostante composto dalla reale materia prima – riferito all’argento (-4%).

Subito sono circolate voci che gli algoritmi dei computer avrebbero accelerato con le vendite, dopo i primi segnali negativi, e che qualche mano sarebbe stata capace di manipolare parte dell’operatività, con ordini al ribasso orchestrati. E’ la storia di sempre: in presenza di forti movimenti sui metalli preziosi c’è chi insiste nel supporre qualche congiura, senza fornire prove di quanto sostenuto. Ciò non esclude che l’estrema volatilità degli ultimi giorni sia un’indicazione chiara per il piccolo e medio investitore: tenersi fuori da oro e argento fino a quando non ci saranno conferme di un trend ben definito.  I “future” di queste commodities hanno in effetti registrato segni negativi ieri sera al New York Mercantile: – 2,43% il contratto sull’oro con scadenza dicembre 2013, -4,41% il contratto sull’argento con scadenza dicembre 2013, -2,09% il contratto sul platino con scadenza ottobre 2013 e -1,44% il contratto sul rame con scadenza dicembre 2013.

LE TENSIONI IN MEDIO ORIENTE SPINGONO IL GAS

Bene invece il gas naturale, i cui Etc – occorre ricordarlo – si riferiscono sempre a sottostanti quotati negli Usa. La situazione quindi dei prezzi non corrisponde a quanto avviene sul mercato europeo. Comunque l’Etfs Daily Leveraged Natural Gas ha fatto un balzo in avanti del 6,3% e l’Etfs Natural Gas, con esposizione lineare al “future” sottostante, del 3%. Negli Usa questo rialzo viene messo in relazione alle tensioni in Medio Oriente e ad acquisti anticipati in previsione della stagione autunnale.

FRA GLI ETF IN EVIDENZA LA TECNOLOGIA

Comunemente gli investitori italiani conoscono solo una minima parte degli Etf quotati a Milano, anche perché in vari casi si tratta di prodotti molto specialistici. Lo conferma il leader di ieri: il rialzo maggiore l’ha segnato il DB X-Trackers Stx600 Technol (+1,92%), che sta crescendo regolarmente da mesi. Come sottostante ha l’indice Dow Jones Stoxx 600 Technology, che misura la performance di titoli di società del comparto tecnologico dei principali Paesi europei, dalla Germania alla Francia e dalla Gran Bretagna all’Italia. Si tratta di un prodotto non solo denominato in euro ma anche con indice benchmark nella stessa valuta. Un anno fa quotava 28,8 euro, ieri 38,4 euro. E’ un segnale di ripresa per l’economia del nostro Continente? C’è proprio da sperare di sì.

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