Da circa un anno il ritornello è sempre lo stesso: investire sull’Europa. I risultati confermano la validità di quel consiglio: nel 2014 le Borse europee sono andare su. Da inizio anno l’indice tedesco Dax è salito da 7.778 a oltre 9.400 punti, il francese Cac 40 da 3.734 a 4.350 punti e il nostro Ftse Mib da 16.893 a qualcosa sopra i 20.500 punti. Ora il suggerimento dei grandi gestori è identico, ma per ragioni diverse. Mentre alla fine del 2013 si pensava che l’Europa fosse pronta a uscire dalla crisi economica e capace di sfruttare un euro forte per attrarre capitali, oggi la visione è esattamente inversa: l’Europa deve sfruttare la sua valuta sempre più debole per esportare merci e aumentare così la capacità produttiva. Poco importa se i presupposti sono totalmente cambiati, perché la sostanza è uguale: investire ancora sull’Europa.

SCEGLIERE LE SOCIETA’ CHE  SI AVVANTAGGERANNO DEL MINI EURO

Dal punto di vista della valutazione di mercati e singoli titoli i baricentri però si spostano. Se nella visione di fine 2013 tutti indistintamente avevano possibilità di crescere, oggi occorre puntare sulle economie più export-centriche e sulle azioni di società che trarranno maggiori benefici sulle piazze mondiali. E’ indubbio che, da questo punto di vista, solo Germania, Olanda e – sebbene a un livello inferiore – Spagna confermano di essere leader in tale contesto: Berlino grazie all’industria e alla tecnologia, l’Aja all’high-tech e alla logistica e la Spagna all’agricoltura. In realtà ad averne vantaggio saranno le piccole e medie aziende dell’intera area euro e quindi anche quelle italiane. Tutte indistintamente mostrano però un problema in Borsa: scarse capitalizzazioni. Sceglierle e trattarle una per una diventa quindi difficile. Meglio allora affidarsi agli Etf specializzati , sebbene anch’essi soffrano sotto tale profilo. A Milano quelli quotati sono numerosi. Eccoli in sintesi:

GLI ETF SPECIALIZZATI QUOTATI IN BORSA ITALIANA

Amundi EuroStoxx Small Cap (Isin FR0010900076): si basa su un indice ponderato che include società situate all’interno della Comunità monetaria europea e classificate a bassa capitalizzazione. E’ abbastanza volatile e ha scambi modesti.

Db X-Track Mitt&Midcap Germany (Isin IE00B9MRJJ36): le società presenti nell’indice sono tutte tedesche e a media capitalizzazione, selezionate sulla base del valore complessivo del flottante. Non sono prese in considerazione quelle appartenenti ai settori bancario, assicurativo finanziario. E’ un Etf pochissimo scambiato, anche perché ha iniziato le quotazioni a luglio ed è ancora scarsamente conosciuto.

Db X-Track Msci Eu Small Cap (Isin LU0322253906): l’indice di riferimento copre titoli di aziende europee a piccola capitalizzazione. Le contrattazioni sono abbastanza rilevanti e nel complesso regolari nel tempo.

Db X-Track Msci Eur Mid Cap (Isin LU0322253732): in questo caso si tratta della versione per medie capitalizzazioni. Gli scambi sono modesti e l’Etf ha un andamento abbastanza stabile.

iShares Msci Emu Mid Cap (Isin IE00BCLWRD08): indice composto da società a media capitalizzazione dei principali paesi dell’Eurozona (attualmente Francia, Germania, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Finlandia, Belgio, Portogallo, Irlanda e Austria). Proposto sul mercato dalla scorsa estate, non ha quasi ancora registrato scambi.

Lyxor Ucits Etf Msci Emu Small Cap (Isin FR0010168773): è un indice azionario rappresentativo delle azioni più liquide della zona euro, con capitalizzazione compresa tra 200 milioni e 1,5 miliardi di dollari Usa. L’indice è basato quindi su tale valuta, ma la denominazione avviene in euro. In questo caso non ci sono problemi di scarsità di scambi, anche perché è presente sul mercato da vari anni.

Source Russell Europe Smid 300 (Isin IE00BJVD4K83): l’indice di riferimento comprende 300 società a piccola e media capitalizzazione quotate sulle principali borse europee, con turnover medio giornaliero di almeno 2 milioni di euro. E’ appena stato proposto sul mercato.

Le possibilità di coprire il settore delle piccole e medie aziende sono rilevanti, ma molti di questi Etf risultano giovani e presentano problemi di scambi, talvolta modesti e talora modestissimi. Nei prossimi mesi potrebbero però assumere un ruolo significativo e monitorarli sarà una scelta opportuna.

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