Forti movimenti nel settore delle telecomunicazioni, in termini di cosiddette M&A, cioè fusioni e acquisizioni. Con impatti inevitabili sulle quotazioni di Borsa. La notizia di ieri è che Microsoft acquista la divisione cellulari di Nokia e anche il marchio Lumia, riferito a una gamma di smartphone già prodotti congiuntamente dalle due aziende, per un totale di 5,44 miliardi di euro. In questo modo Microsoft punta ad allargare la presenza nel settore. Le news precedenti riguardano invece le seguenti operazioni:

● il gigante americano Verizon Communications ha acquisito la partecipazione del 45% in Verizon Wireless, detenuta dalla britannica Vodafone, per 130 miliardi di dollari;

● la spagnola Telefonica ha fatto sue le attività tedesche dell’olandese Kpn, cioè E-Plus, per fonderla in Telefonica Deutschland; l’obiettivo è di creare il primo operatore di telefonia mobile in Germania, davanti a Deutsche Telekom;

America Movil, gigante della telefonia americana, posseduto dal magnate messicano Slim, sta rilevando il 70% delle restanti attività dell’olandese Kpn.

Queste operazioni sono avvenute nell’arco di poco tempo e i rumors dicono che il processo di acquisizioni e integrazioni proseguirà. In un suo report la banca d’affari italiana Mediobanca parla di “spinta in atto dell’intero mondo delle telecomunicazioni, prima molto piatto. Il fenomeno avanzerà, a causa della frammentazione attuale non più sostenibile”. Si tratta di notizie ormai note, ma ecco come si stanno comportando in Borsa i gruppi del settore, si quelli coinvolti sia quelli non direttamente implicati nelle acquisizioni. Si tratta di aziende produttrici di tecnologia o fornitrici di servizi.

AzioneBorsaQuotaz. ieri Variaz. rispetto 1/1/13  TrendResistenza/supporto P/E
Verizon Com. Nyse / Usa46,0 $+6,3%Ribassista  48,3/44,7416,9
VodafoneLondra2,03 £+33,3%Rialzista  2,42/1,9513,3
TelefonicaMadrid10,465 €-0,1%Ribassista  11,52/9,9310,0
Kpn KonAmsterdam2,21 €-40,4%Rialzista  2,33/1,9813,0
AmericaMovil(*)Nyse / Usa19,24 $-16,8%Ribassista  21,88/18,4711,2
NokiaHelsinki3,95 €+35,7%Rialzista  6,60/3,31163,7
Microsoft Nasd. / Usa31,88 $+19,3%Laterale  33,75/29,9412,3
Deutsche Tel.Francoforte9,83 €+14,3%Rialzista  10,03/9,5614,4
Orange (**)Parigi7,93 €-4,9%Rialzista  8,35/7,507,7
Telecom ItaliaMilano0,56 €-17,9%Rialzista  0,66/0,485,06
AT&TNyse / Usa33,3 $-1,2%Ribassista  35,22/31,8313,6
SwisscomZurigo432,6 CHF+9,8%Rialzista  441,6/406,613,8
TelekomAustriaVienna5,55 €-3,2%Rialzista  5,70/5,1417,7

P/E: prezzo/utile, rapporto tra prezzo corrente del titolo e utile per azione

(*) Dati riferiti all’Adr quotato al Nyse – la quotazione principale avviene in Messico

(**) ex France Telecom

Le indicazioni sui trend si riferiscono all’arco temporale dell’inizio di agosto, comunque caratterizzati in alcuni casi da notevole volatilità dei corsi.

Il settore delle telecomunicazioni, considerato fino a qualche mese fa poco attrattivo per l’investitore, ha ritrovato uno sprint eccellente, ma alcuni titoli si trovano sui massimi storici di medio termine. In una fase complessa, quale l’attuale, conviene quindi puntare più sui giganti europei finora rimasti ai margini della scena, quali Telecom Italia, Deutsche Telekom e Orange, inevitabilmente destinati a diventare, a loro volta, o prede o predatori. Il processo di concentrazione non è certo finito e potrebbe coinvolgere la telefonia dei Paesi emergenti, rimasta ai margini di queste evoluzioni. Quando ciò succederà saranno fuochi di artificio.

Può sorprendere che – pur con tutti i movimenti in atto – dei tredici titoli presi in considerazione ben sette siano in calo dall’inizio dell’anno e che ciò avvenga, in alcuni casi, proprio per i protagonisti dei maggiori M&A.

Varie quotazioni appaiono oggi molto “tirate”, soprattutto in termini del determinante p/e, cioè del rapporto fra prezzo corrente del titolo e utile per azione realizzato negli ultimi dodici mesi. Di solito sotto il valore 10 si ha un’indicazione di sottovalutazione da parte del mercato. Soltanto Telecom Italia e la francese Orange soddisfano questa regola finanziaria. Sono quindi loro – anche dal punto di vista dei numeri – a dare un segnale a chi volesse investire sul vecchio-nuovo mondo della telefonia.

photo credit: Michele Ficara Manganelli via photopin cc