I modi per investire sulle valute sono tanti, alcuni diretti e altri indiretti. I primi, per esempio il Forex, cioè lo specifico mercato, su cui si opera attraverso piattaforme specializzate, richiedono particolare perizia e si adattano solo ai professionisti del settore, mentre i secondi sono alla portata dell’investitore medio, pur esigendo varie precauzioni. Gli strumenti più diffusi fra questi ultimi sono le obbligazioni e gli ETF in valuta. E’ indubbio che, nell’attuale fase dei mercati, il settore valutario sta dando tante soddisfazioni a chi abbia saputo puntare nella direzione giusta, ovvero sull’indebolimento dell’euro. Non in tutti i casi però ciò avviene. Da mesi infatti è in corso una vera guerra delle monete, con movimenti accentuati, dietro i quali si nascondono strategie di politica monetaria tese a stimolare le rispettive economie. Ecco allora una panoramica delle principali valute, con una previsione su quali investire e da quali tenersi lontani.

DOLLARO USA – in netto rafforzamento sull’euro. La discesa sotto 1,24 ne è una conferma. Si può proseguire a investire sul dollaro, soprattutto se la BCE adotterà un “Quantitative Easing” (acquisto diretto di titoli per stimolare l’economia, comunque nel 2015), ma già si sta avvicinando all’obiettivo dell’1,20 nel cambio con l’euro, su cui si registrerà probabilmente una certa volatilità, perché punto di arrivo su cui di solito si è avviata un’inversione di trend. Succederà anche questa volta o l’euro sprofonderà ben al di sotto? E’ presto per dirlo.

STERLINA INGLESE – anche in questo caso l’euro si conferma molto debole, ma sugli 0,78 GBP (sterline) contro la moneta unica da sempre si registra instabilità. E’ probabile una fase di lateralità per un certo periodo, con un successivo rafforzamento – da cui deriverà un’occasione di investimento – se la Banca Centrale Inglese aumenterà i tassi di interesse dal prossimo anno.

FRANCO SVIZZERO – l’euro debolissimo nei confronti di del franco si scontra con la scelta di Berna di difendere il livello degli 1,20 contro la divisa europea, per salvaguardare l’economia nazionale. Oggi il franco è su tale quota e c’è chi scommette che nei prossimi mesi potrebbe andare sotto, proseguendo nel rafforzamento e smentendo le intenzioni dei banchieri centrali elvetici. Investire sul franco svizzero è quindi potenzialmente rischioso, perché i margini di manovra sono modesti e incerti.

YEN GIAPPONESE – ecco un esempio evidente di valuta pressata al ribasso dalla politica monetaria della relativa Banca Centrale. Tokyo vuole esportare e spinge in giù uno yen debolissimo sul dollaro e perfino sull’euro, con cui combatte una guerra all’insegna della “spossatezza” pilotata. Meglio quindi tenerlo fuori dai portafogli.

CORONA NORVEGESE – un’altra valuta da evitare, fintanto che il prezzo del petrolio continuerà a scendere. E l’effetto si ritrova nel cambio contro l’euro, sul quale evidenzia una debolezza anomala. Per ora non è quindi il caso di prenderla in considerazione, ma se dovesse rompere il livello di 9 NOK contro euro diventerebbe certamente interessante, perché i fondamentali dell’economia norvegese sono solidi e un rimbalzo potrebbe scattare nel breve o medio termine.

RENMINBI CINESE – da maggio continua a rafforzarsi sull’euro, contro il quale è a minimi storici (7,6 contro un valore medio degli ultimi cinque anni a 8,55) ma sarebbe più corretto dire che è quest’ultimo a indebolirsi. Pechino – malgrado tutto – ha un’economia in forte crescita e la sua valuta comincia a diventare protagonista della scena mondiale. Puntare sul renminbi vale quindi la pena, pur con la consapevolezza di una possibile fase di volatilità nei prossimi mesi. Quindi se lo fate guardate  al medio e lungo termine.

DOLLARO AUSTRALIANO – la solida economia del Nuovissimo Continente va talvolta a corrente alternata, a causa dell’export di materie prime. La sua valuta attraversa una fase di instabilità, ma il trend è positivo. Bisognerà investire però solo quando il Pil mondiale darà reali segnali di risveglio, sostanzialmente acquistando sotto gli 1,38, contro gli attuali 1,44.

DOLLARO CANADESE – va un po’ al traino del dollaro statunitense, sebbene con trend talvolta distinti. Si sta consolidando sull’euro, ma ha ancora margini interessanti, soprattutto se scende sotto gli 1,4 contro euro, rispetto agli 1,417 attuali. E’ una valuta piuttosto volatile, che si muove comunque in un “range” non troppo ampio. Potrebbe essere il passaggio successivo al dollaro Usa: quando questo avrà finito la sua corsa, il cugino canadese potrà avere ancora margini per rafforzarsi.

(prima puntata – nella seconda l’analisi delle valute emergenti con i consigli di investimento) 

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