Un ambiente favorevole per le azioni che nel portafoglio modello dovrebbero pesare per il 44% circa, di cui il 13% costituito dai titoli di società dei Paesi emergenti. Le valutazioni azionarie saranno sempre più correlate ai fondamentali delle imprese, i cui profitti sono infatti visti in crescita. I listini azionari più promettenti sono quello di Tokyo, di Wall Street e di  Francoforte: in particolare l’indice Dax, che in questi giorni oscilla intorno agli 8.250 punti, dovrebbe attestarsi a quota 9.200 punti nel giugno 2014 (+11% circa).

Sono questi i messaggi-chiave sulle prospettive dei mercati per i prossimi 6-12 di Asoka Woehrmann e Randy Brown, co-responsabili degli investimenti di Deutsche Asset & Wealth Management (DeAWM). Gli incrementi dei tassi di interesse, sostengono,  dovrebbero placarsi dal momento che i mercati obbligazionari hanno già scontato buona parte dell’atteso riallineamento dei rendimenti legato all’assottigliamento degli interventi della FED. “La correlazione tra le variazione dei tassi e la performance delle azioni è piuttosto debole. Gli investitori – affermano i due money manager – dovrebbero essere quindi più propensi a tornare nel terzo trimestre all’azionario, un investimento avvantaggiato dal miglioramento del clima economico, grazie al quale i risultati delle imprese dovrebbero migliorare dell’8% circa nei prossimi 12 mesi”.

Wohermann e Brown sottolineano che la ripresa economica dei Paesi sviluppati è trainata dagli Stati Uniti, dove il miglioramento dei dati sull’occupazione e i prezzi sostenuti delle abitazioni continuano a supportare l’economia: “La crescente stabilità economica favorisce le azioni statunitensi, le cui quotazioni sono attualmente moderate, con un rapporto prezzo/utili pari a 14,7, inferiore del 4,7% circa alla media decennale”.

Asoka Woehrmann e Randy Brown ritengono il listino azionario giapponese ancora interessante, nonostante il rialzo degli ultimi 12 mesi. Il punto di forza del mercato azionario di Tokyo? La svalutazione dello yen, che consente alle società giapponesi di aumentare i profitti in valuta locale: le imprese dell’indice azionario MSCI Japan dovrebbero infatti aumentare del 45% circa gli utili annui.

In  questo scenario i due money manager si aspettano un aumento della volatilità e, per quanto riguarda il reddito fisso, acquisti mirati e tattici dei grandi investitori su bund tedeschi e titoli di Stato Usa.

Mentre nelle materie prime fattori positivi e negativi tendono a bilanciarsi, il trend dell’oro dovrebbe restare piuttosto debole, con un prezzo-obiettivo (target) a fine anno intorno a 1.150 dollari  l’oncia rispetto ai 1.300-1.350 dollari l’oncia attuali.