Anche in materia di pignoramenti e di espropriazion immobiliari il cosiddetto “Decreto del fare”, in vigore dallo scorso 23 giugno (nella foto il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni con il presidente del Consiglio Enrico Letta) ha apportato alcune significative modifiche che vale la pena di approfondire.

PIGNORAMENTI

Riguardo al  pignoramento viene previsto che i beni di cui all’art. 515, comma 3 del codice di procedura (gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore), anche se il debitore è costituito in forma societaria ed in ogni caso se nelle attività del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro, possono essere pignorati nei limiti di un quinto, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale esattoriale o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito.

In tali casi, la custodia “può” essere affidata al debitore ed il primo incanto non può aver luogo prima che siano decorsi 300 giorni dal pignoramento stesso. Il pignoramento decade quando, dalla sua prima esecuzione, siano trascorsi 360 giorni senza che sia stato effettuato il primo incanto.

Qualora il pignoramento riguardi crediti verso terzi, viene stabilito che l’atto di pignoramento dei crediti del debitore verso terzi può contenere, in luogo della citazione del terzo e del debitore a comparire davanti al giudice del luogo di residenza del terzo, l’ordine al terzo di pagare il credito direttamente al concessionario, fino a concorrenza del credito.

In tal senso, la procedura avviene:

- nel termine di 60 giorni (anziché 15, come in precedenza) dalla notifica dell’atto di pignoramento, per le somme per le quali il diritto alla percezione sia maturato anteriormente a tale data;

- alla rispettive scadenze, per le restanti somme.

Per quanto riguarda, invece, le somme dovute a titolo di salario, stipendio o altre indennità (relative al rapporto di lavoro/impiego) comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nel caso di accredito delle somme sul conto corrente del debitore, gli obblighi del terzo pignorato non si estendono all’ultimo emolumento accreditato allo stesso titolo.

ESPROPRIAZIONI IMMOBILIARI

Le novità in tema di espropriazione immobiliare, comportano che non si può dare luogo ad espropriazione se il debitore possiede un unico immobile  adibito ad abitazione principale (con residenza anagrafica). Restano, però, escluse le abitazioni di lusso e i fabbricati classificati nelle categorie A/18 e A/9.

Al di fuori di questa casistica, si può procedere all’espropriazione immobiliare se l’importo complessivo del credito supera 120 mila euro.

In ogni caso, l’espropriazione può essere avviata a due condizioni:

- sia stata iscritta ipoteca;

- siano passati almeno 6 mesi dall’iscrizione ipotecaria senza che il debito sia stato estinto.

Roberto Lenzi – Avvocato, Lenzi e Associati

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