Dallo scorso 23 giugno chi ha debiti verso il Fisco ha più tempo per saldare le sue pendenze. Con il cosiddetto “Decreto del Fare” sono state infatti apportate alcune modifiche alle norme vigenti in materia di riscossione delle imposte. Vale la pena, al rientro dalle ferie, di ricordare le novità che riguardano appunto la “dilazione” delle somme iscritte a ruolo.

Viene previsto che per somme iscritte a ruolo (debiti) oltre 50 mila euro il contribuente possa richiedere un ulteriore rateizzazione sino a 120 mensilità (vigeva già la possibilità chiedere una dilazione di pagamento sino a 72 mensilità con una semplice istanza di parte) a condizione che lo stesso dimostri di trovarsi in una comprovata e grave situazione di difficoltà, legata alla congiuntura economica, per ragioni estranee alla propria responsabilità.

Questo a due condizioni che devono sussistere congiuntamente:

- accertata impossibilità per il contribuente di eseguire il pagamento del debito tributario secondo un piano di rateazione ordinario;

- solvibilità del contribuente, valutata in relazione al piano di rateazione concedibile.

Il beneficio decade  in caso di mancato versamento di 8 rate, anche se non consecutive, nel corso del periodo di rateizzazioni (in precedenza, la rateizzazione veniva revocata in caso di mancato pagamento di due rate consecutive); con l’effetto ulteriore che l’intero importo iscritto a ruolo ancora dovuto è immediatamente ed automaticamente riscuotibile in un’unica soluzione e che non può più essere richiesta rateizzazione.

Rimane salva, comunque, la facoltà per il debitore di chiedere che il piano di rateazione preveda, in luogo di rate costanti, anche rate variabili di importo crescente per ciascun anno; così come sono fatte salve le ipoteche già iscritte alla data di concessione della rateizzazione.

Roberto Lenzi – Avvocato, Lenzi e Associati

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