Il Wti sotto i 50 dollari e il Brent sui 52 dollari sono ai minimi degli ultimi quattro anni e riportano indietro nel tempo, ma aprono ferite per molte economie, non solo del cosiddetto Terzo Mondo: oggi di fatto soltanto pochi Paesi arabi e gli Usa, per alcune aree estrattive, possono permettersi di sopportare prezzi così bassi, con un dimezzamento rispetto a sei mesi fa (nella foto una piattaforma petrolifera davanti alla costa norvegese di Stavanger).  Quanto può durare questa situazione? Difficile dirlo, a causa di previsioni molto discordanti. E’ opinione però abbastanza comune che già nel corso del 2015 si assisterà a un rimbalzo, perché varie nazioni stanno soffrendo dal punto di vista dell’equilibrio dei propri conti pubblici.

PAESI PRODUTTORI: SOTTO GLI 80 DOLLARI SONO IN MOLTI A SOFFRIRE

L’intera Africa, la Russia, l’Iran e il Venezuela necessitano di quotazioni di almeno 80 dollari, ma in certi casi si tratta comunque di livelli minimi di sostentamento per le proprie macchine organizzative. Numerosi Paesi hanno elaborato i budget per il 2015 basandosi su prezzi anche superiori ai 100 dollari. E’ il caso per esempio del Ghana e del Congo, nonché di Algeria, Libia, Nigeria e del Venezuela, per il quale vale addirittura un’ipotesi, oggi utopistica, di 160 dollari al barile. Perfino il Canada ha necessità che i corsi si assestino sui 100-105 dollari per rendere redditizi i propri giacimenti produttivi di greggio bituminoso.

UN CERTIFICATO A LEVA DI SOCIETE GENERALE PER SFRUTTARE UN EVENTUALE RIALZO

E’ possibile che si assista ancora a qualche calo nelle prossime settimane. Poi si dovrebbe entrare in una fase di assestamento, dopo la quale i prezzi potrebbero tornare a salire, sebbene non sia prevedibile un rientro sopra i 100 dollari né nel breve né nel medio termine. Arriva quindi nel momento giusto un prodotto finanziario per approfittare del possibile rimbalzo: si tratta di un certificato a leva, emesso da Société Generale, riferito al “future” con scadenza più vicina sul Brent Crude Oil, quotato al Sedex di Borsa Italiana dal 5 gennaio (Isin XS1118927927) e quindi facilmente acquistabile con qualsiasi piattaforma di trading o attraverso sportelli bancari. Consente di prendere una posizione lunga – quindi al rialzo – appunto sul Brent, con leva 5, che perciò amplifica di 5 volte nella durata di una seduta i movimenti all’insù del greggio di riferimento a livello mondiale (il Brent incide per circa il 60% delle quotazioni di petrolio estratto). Oltre una seduta si verifica il problema del cosiddetto compound effect (effetto dell’interesse composito), caratteristico di tutti i prodotti a leva e tale da poter far differire sensibilmente le performance se tenuti in portafoglio per più giornate.

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