La crisi colpisce tutto, ma non i voli low cost. Eppure c’è turbolenza su questo fronte, perché in mezza Europa le associazioni dei consumatori cominciano a sollevare critiche nei confronti di vincoli ed espedienti che le compagnie aeree continuano a esercitare nei confronti dei viaggiatori.

Per attirare traffico stanno infatti aumentando le offerte richiamo: convenientissime, ma   spesso esaurite al momento in cui si decide di acquistare un volo, anche in forte anticipo rispetto alla data del viaggio. Un meccanismo sempre più diffuso consiste nel fissare un limite di tempo molto stretto per l’offerta: per esempio entro 24/48 ore dall’apertura della promozione, riguardo a viaggi da effettuare solo in mesi successivi. Fino a qualche tempo fa il sistema era meno articolato: si acquistava con mesi di anticipo, ma all’interno di finestre ben definite. Ormai il turnover è continuo: di giorno in giorno c’è l’occasione da cogliere, che inesorabilmente si riferisce solo a pochi posti. Con un’aggravante: anche le compagnie tradizionali seguono la stessa politica. Il risultato è uno solo: impossibile capire se la tariffa pagata è davvero conveniente oppure no.

Il mercato ormai non esiste più: di fatto le compagnie aeree hanno il pallino nelle loro mani. Sono loro che decidono come impostare l’offerta, in base ai parametri di traffico e di andamento delle prenotazioni. L’acquirente diventa un soggetto passivo di fronte a proposte che fanno intravvedere l’occasione, ma la spostano poi in funzione di politiche di marketing attuate da algoritmi dei sistemi informatici impostati ad hoc. Si ottiene in questo modo un risultato psicologico certo: il viaggiatore si fa prendere dalla smania di acquistare il biglietto aereo e spesso alla fine accetta di pagare di più rispetto a quanto promesso o sperato inizialmente. E’ opinione diffusa – ma negli ultimi tempi la teoria comincia a fare acqua – che il momento migliore per comprare un volo sia 100 giorni prima della partenza. Di lì inizierebbe una campagna sconti basata sul riempimento del singolo volo, fino a circa due settimane prima, quando le tariffe iniziano a salire. Spesso però non è così, non esiste una regola certa sul periodo consigliabile per ottenere le condizioni più favorevoli.

L’aggravio poi di sovrapprezzi e integrazioni per qualsiasi servizio aggiuntivo diventa troppo vincolante e porta al risultato che la tariffa globale da pagare non appare mai chiara. Ormai tutto è un extra: l’utilizzo della carta di credito (anche se c’è l’obbligo di acquistare via Internet), la modifica del biglietto, il trasporto di un neonato pur sulle ginocchia del genitore, e così via.  E se c’è un problema? Quasi inutile rivolgersi – via email – ai servizi assistenza clienti, perché i tempi di risposta sono spesso infiniti.

Come muoversi al meglio in questo contesto? Ecco alcuni consigli utili:

1) La premura è una cattiva consigliera. Con i low cost bisogna saper attendere, così come avviene in Borsa. Il periodo migliore per acquistare? Nessuna certezza, perché dipende da tanti fattori. Mediamente però è più conveniente due mesi prima della partenza.

2) Comprare durante la settimana (meglio di martedì e mercoledì) e mai di sera, cioè quando meno viaggiatori sono davanti al computer e quindi l’offerta aumenta rispetto alla domanda.

3) Il posto migliore per trovare le offerte? Non c’è una verità assoluta. E’ meglio iscriversi a newsletter, siti e quant’altro e ricevere le proposte più disparate. Spesso è solo così che si fanno i veri affari.

4) Sulle tratte lunghe i last minute sono imbattibili, sebbene poco diffusi in Italia. Meglio allora acquistare un biglietto low cost per Francoforte o Londra (solo andata!) e poi ricercare ai desk specializzati degli aeroporti le offerte dell’ultima ora. Così si risparmia davvero tanto!

5) Non basatevi sulla pubblicità e sulle promozioni, dovete arrivare ai siti delle compagnie con le idee già chiare su che cosa cercate e a quale prezzo.

6) Le compagnie aeree studiano le vostre debolezze: e allora voi studiate le loro. Prima di partire bisogna conoscere nei dettagli tutti gli oneri aggiuntivi da pagare. E, quando si può, cercare di evitarli.

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