I titoli scelti per i lettori di GenteMoney.it da DECALIA, boutique di gestione svizzera indipendente guidata da Alfredo Piacentini.

Tra le migliori società di piccola-media capitalizzazione dei settori più legati all’andamento economico,  quelli che si mettono in moro subito quando parte la ripresa,  il team di analisti di Decalia, oltre a Salini Impregilo (leggi l’articolo)  ha messo a fuoco nel business delle costruzioni anche  il titolo Cementir Holding (Gruppo Caltagirone).

Vista da Ginevra, la multinazionale italiana del cemento, quotata nel segmento Star della Borsa italiana (circa 800 milioni di capitalizzazione) ha buone prospettive di rialzo. Attualmente quotata intorno a 5 euro, secondo il capo degli analisti di Decalia, Sandro Occhilupo, Cementir può arrivare almeno a 6 euro, prezzo medio attuale delle società del settore con analoghe caratteristiche.

PUNTI DI FORZA DI CEMENTIR

Il team della boutique di gestione di Alfredo Piacentini ha messo a fuoco i seguenti  punti di forza di Cementir, non tutti ancora “visibili” sul mercato italiano:

- presenza globale

- leadership mondiale nel cemento bianco

- buona generazione di cassa

- abbattimento del costo del debito

- riduzione dei costi di produzione

- vantaggi dalla caduta del prezzo del petrolio.

I PROFITTI ARRIVANO DALL’ESTERO

Dieci anni fa il 100% delle attività (e dei ricavi) di Cementir era in Italia.  Da allora ad oggi, attuando una strategia di acquisizioni all’estero che ha comportato investimenti per oltre un miliardo di euro nel decennio, la società italiana del gruppo Caltagirone, quotata alla Borsa di Milano, ha ridotto la quota dei ricavi made in Italy a poco più del 10%, å diventando un vera multinazionale del cemento presente in quattro continenti. Gli stabilimenti di produzione sono 15: quattro in Italia, quattro in Turchia, uno in Danimarca, uno in Egitto, due negli Stati Uniti, uno in Cina e uno in Malesia.  “Soprattutto, oltre a quasi il 90% dei ricavi, proviene  dalle attività estere il 100% dei profitti”, sottolinea Sandro Occhilupo, capo del team di analisti di Decalia a Ginevra, che vede in questa presenza a livello globale sul mercato del cemento un elemento decisamente positivo per le prospettive della società italiana.

IN EGITTO L’IMPIANTO PER IL CEMENTO BIANCO PIU’ GRANDE AL MONDO

Occhilupo mette l’accento sulla leadership mondiale di Cementir nel cemento bianco: tre milioni di tonnellate prodotte negli stabilimenti in Danimarca, Egitto, Cina Malesia e Usa ed esportate in 60 Paesi. L’impianto della controllata Sinai White Portland Cement e El-Arish, in Egitto, è il più grande del mondo. Con il cemento bianco fornito da Cementir è stato costruito, tra le tante grandi opere di rilievo internazionale, il velodromo per le Olimpiadi di Londra 2012. Cementir holding è anche il primo produttore di calcestruzzo in Scandinavia, dove la controllata danese Aalborg è leader nel cemento grigio e nel cosiddetto ready mix (calcestruzzo pronto per l’uso), e uno dei maggiori gruppi cementieri in Turchia.

Produzioni di grande qualità e ad alta redditività, sottolinea ancora Sandro Occhilupo di Decalia, sono alla base di una grande generazione di flussi di cassa. La conseguenza, per i conti della società italiana, è una notevole deleveraging, cioè una riduzione del costo del debito: elemento positivo che in Italia, secondo gli analisti della boutique finanziaria ginevrina, non ha ancora avuto adeguata visibilità. Un altro fattore positivo in prospettiva è la trasformazione degli impianti del gruppo, oggi meno costosi. Cementir, sostiene Occhilupo, potrà approfittare, con benefici per il risultato economico, della caduta del prezzo del petrolio.

RIALZO DEL 20% NEL 2014.  MA PER DECALIA IL PREZZO ATTUALE E’ A SCONTO

Un anno fa, il 2 gennaio 2014, Cementir Holding quotata in Borsa italiana 4,25 euro. Ieri ha fatto segnare 4,86 euro, in calo dal precedente 5,02. Nel 2014 il rialzo è stato quasi del 20%. “Ma il titolo – osserva il capo degli analisti di Decalia – era salito molto in febbraio e marzo, sino al massimo dell’anno di 7,44 il 9 aprile 2014; per poi scendere sino ad un minimo di poco più di 4 euro. Consideriamo l’attuale quotazione a sconto rispetto alla media delle società con pari caratteristiche. Riteniamo che il titolo possa salire almeno sino alla media dei concorrenti, vale a dire almeno a 6 euro”.

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